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INTELLIGHENZIA PIEGATA A 90 GRADI.

Il non sense (per dirla nello stile salottiero radical chic) o l’ obbrobrio (per dirla in lingua italiana) biologico, morale ed estetico del “non genere” e dei così detti  tragicomici “matrimoni” omosessuali, costringe gli ipocriti figli di Giano della comunicazione mediatica ad improbabili acrobazie dialettiche nel tentativo di “criticare” la nouvelle vague senza urtare troppo l’ isterica suscettibilità della corporazione “pedelesbo”. Questi pretesi maghi della penna compiono autentici slalom fra i paletti di un no senza se e senza ma, suggerito dalla civiltà, dalla moralità e dalla natura, e quelli di un “ni”, imposto dalla incultura dominante del politically correct, unita alla viltà mentale gemella dell’ opportunismo di carriera.  A causa di ciò si susseguono attraverso interviste radiofoniche, articoli su blog di quotidiani e personali, interventi televisivi, infinite serie di salti mortali (per la cultura e la verità) ad opera di “firme”,  di vati delle redazioni (di ispirazione centro destra), tutti ansiosi di smussare gli angoli della onestà intellettuale arrotondando così sia stipendi che realtà. Più che pena fanno rabbia, irritanti come sono nella loro codardia giornalistica che li definisce campioni del dire e non dire, dei chiaroscuri di opinione. Il fatto che il centro destra italiano, oggi più che in passato, abbia la virilità politica di un eunuco è sotto gli occhi del mondo e non sorprende più nessuno ma che lo siano anche le “voci dell’ indipendenza giornalistica”, quella schiera di pretese “schiene dritte” annidata in poltrone (quelle sì con lo schienale alto e dritto!), quegli oracoli sempre pronti a vaticinare, dimostra che la kultura del disfacimento, da sempre praticata dalla sinistra, non ha più oppositori ufficiali e cattedratici. Alla genialità della prostituzione “gestita e confinata” in strade all’ uopo abilitate, sempre cara alla sinistra come le miserabili stanze della droga, opinionisti di centro destra non trovano meglio che rispondere che, del resto, la prostituzione nelle strade di Roma l’ ha portata, secoli addietro, il Vaticano. Nulla importa a questi piccoli aspiranti “scrivani fiorentini” se il riferimento accosta epoche storiche e realtà sociali distanti anni luce e certifica di conseguenza che, secondo costoro, la Storia sia passata invano. Alla “conquista sociale” del “matrimonio” fra inconiugabili, altro vessillo della sinistra, gli eroi della trincea di centro destra rispondono con il comodo distinguo fra sfera privata e realtà nazionale, come se la seconda non fosse formata dall’ insieme della prima. La paura, anzi il terrore, di dire pane al pane e di parlare senza giri di parole paralizza le menti di questi opinionisti, di quella che dovrebbe essere l’ intellighenzia liberale schierata sul versante opposto rispetto alla nomenklatura livellatrice della sinistra. La paura di essere solisti fa rientrare tutti nel coro il cui rumore risultante sfonda i timpani della ragione, della critica aperta e della difesa della verità. Sottostare al teorema sinistro che spaccia il caos sociale, morale e religioso, per libertà individuale è un suicidio di massa che sta già decimando la società civile. Essere intellighenzia di centro destra vuol dire non rinnegare mai i princìpi fondanti della dignità che sono universalmente validi ed insostituibili. Non è un caso che dove essi mancano o sono negati dominiINTELLIGHENZIA PIEGATA A 90 GRADI. la violenza, la prevaricazione, lo sterminio, la dittatura del male in senso lato. Per definirsi esseri umani non basta il dato biologico ed anzi esso, in assenza di princìpi morali, rimane un titolo puramente primitivo, barbarico ed insignificante. Alzare la voce contro la normalizzazione delle masse è segno di libertà. Forse sarà poco radical chic, forse sarà meno “trendy” ma certificherà una visione del mondo e dell’ esitenza non limitata e piegata ai 90 gradi del politically correct.

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