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A PROPOSITO DI MATRIMONIO.

La sottocultura imperante, che ha nella distruzione del matrimonio e della famiglia naturale la sua miserabile ragione d’ essere, ha convinto gran parte della società (in)civile della inutilità e pericolosità di questi due istituti. La macchina del non genere si è messa in moto da decenni e guidata da pedofili, omosessuali e filosofi da sottoscala, intende travolgere l’ ordine naturale di ogni società sostituendo al matrimonio naturale ed eterosessuale una serie di caricature ideate per soddisfare ogni esigenza di autorealizzazione. Il teorema è che il matrimonio naturale è sbagliato, è una prigione con insopportabili sbarre morali e dunque è legittimo crearsene di alternativi, on demande, sia per tipo che per durata e finalità. Siamo quindi scaduti al livello dei bulli di scuola  che non sopportandene gli impegni ne vagheggiano una senza materie da studiare, aperta all’ aggregazione della droga, al sesso in classe, con diploma finale dopo corso  breve ma intensivo in deficienza pura. Se non fosse che questi mentecatti “riformatori” del matrimonio e teorizzatori di sponsali fra rubinetti e lavandini, fra sgabelli e tavolini ecc, agiscono su preciso imput ideologico della sinistra, nemica del matrimonio patrimoniale, verrebbe voglia di perdere qualche minuto e spiegare il perchè di tanta avversione, di tanta paura e di tanti comodi cedimenti davanti all’ unico modello di unione voluto dalla natura ed odiato dall’ ignoranza.  Ma per fare un dispetto ai buonisti profeti del degenere spreco un po’ del mio tempo. In estrema sintesi la risposta ai mille perchè sul matrimonio è che il genere umano, più maschile che femminile in verità, non è all’ altezza dell’ impresa. Può sembrare banale ma non lo è. Come tutte le cose a portata di mano, ad esempio la facilità biologica di fare figli, esso non richiede il possesso di particolari doti per essere praticato. E’ sufficiente deciderlo, con consapevolezza generalmente vicina allo zero, ed il gioco è fatto. Per esso non si studia, non si deve sapere nemmeno in cosa consista, basta la maggiore età anagrafica e nulla importa se il quoziente di intelligenza sia mancante o latitante. Poi “arrivano” i figli e quì si raggiungono le vette di un fai da te dagli esiti tragici.  Siamo noi, gli attori della commedia, ad essere impreparati e non il testo della commedia ad essere indecifrabile. E’ come se non esistessero selezioni per aspiranti astronauti e, pagando un modesto biglietto, chiunque potesse pretendere di viaggiare fra le stelle. Ma la forza di gravità dell’ ignoranza, della prepotenza, della follia gerarchica che detta ruoli, pesi e privilegi, scombussola  tutti i sogni “eterni” iniziati quasi sempre con plateali lune di miele transoceaniche e cerimonie nuziali da favola. Ecco, appunto, è la forza di gravità di menti mai  arate dal vomero della cultura, del rispetto e della sensibilità   che impedisce all’ astronave di guadagnare le orbite della felicità coniugale. Non è colpa della zappa se ce la si dà sui piedi.

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