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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Archivi del mese: settembre 2014

IL BIG BANG E’ VICINO.

L a Storia, appresa nella più totale inconsapevolezza sui banchi di quella fabbrica di ignoranti chiamata scuola (italiana), narra che nel corso di secoli e millenni scontri di civiltà abbiano scandito le tristi litanie di morte delle guerre favorendo l’ alternarsi di dominazioni fino ai nostri giorni. Intanto ritengo opportuno, ed intellettualmente onesto, inserire la particella semplice “in” all’ inizio della parola e mutarla nella più consona “inciviltà” quale artefice dei conflitti in quanto qualsiasi guerra è solo scontro tra inciviltà. In tal modo si fa piazza pulita dell’ immondizia ideologica che vernicia i conflitti con le tinte ipocrite dell’ epopea. Questo concetto è tanto vero che se proviamo a leggere la Storia partendo dal presente e consideriamo il passato un monotono ripetersi delle stesse vicende, senza che alcun insegnamento sia rimasto, anche casualmente, impigliato nelle idiote meningi  umane, vediamo stagliarsi netta  all’ orizzonte l’ ombra funesta di un prossimo Big Bang. Le due inciviltà in rotta di collisione sono quella occidentale, dilaniata dalla maturità del capitalismo che richiede capacità per essere gestita e governata delle quali non v’è traccia, e quella orientale mussulmana che, non riuscendo più a tenere in piedi il modello sociale di pochissimi iper ricchi che passeggiano sulla testa di sterminati popoli affamati attraverso il galleggiante religioso, cercano di scaricare la tensione verso il molle e lobotomizzato occidente. Immaginiamo di essere sul tetto di un grattacielo e, guardando giù, di vedere due automobili provenire a forte velocità da due strade che si incrociano proprio sotto di noi. Chi le guida non sa e non immagina che di lì a qualche secondo ci sarà uno schianto fatale e, sicuro della propria immortalità ed imbattibilità, non si pone alcun problema continuando a strapazzare l’ acceleratore. Noi, che siamo quassù e godiamo di una visuale a 360 gradi, sappiamo, senza l’ ausilio di qualità divinatorie, che ci sarà lo scontro fra le due “automobili-inciviltà” lanciate una contro l’ altra ed entrambe certe di uscirne incolumi. Il nostro grattacielo è, in realtà, solo quella spanna che separa le menti ragionanti e razionali da quelle idiote che hanno bisogno di bruciarsi per poi diffidare  del fuoco. Non occorre essere geni o esperti in scienze della globalizzazione, è sufficiente non essere nella più cieca malafede e schiavi dei privilegi del presente per capire, prima della fine del libro, chi sarà l’ assassino dell’ umanità. Si tratterà di un suicidio, identico agli innumerevoli tentativi posti in essere nel passato e falliti solo per la mancanza dell’ arma letale planetaria che oggi è ben in vista negli arsenali “segreti” nucleari e chimici di “impotenze” militari reciprocamente diffidenti e dotate di una serie infinita di pugnali opportunamente nascosti dietro la schiena. In questo presente fatto di squallidi bla bla istituzionali,  di organismi internazionali eunuchi come l’ Onu, di gabbie sconfinate come il Fondo Monetario Internazionale, di patetiche foto di gruppo rituali dei capi bastone al soldo dell’ inciviltà, di magmatico fluttuare  di popoli in fermento, c’è il breve futuro che ci aspetta e che culminerà nel Big Bang finale e fatale. Non è il caso di grattarsi e fare scongiuri dementi ma solo il caso di non illudersi più come cretini.

AUTOSTOP MEDIATICO.

E’ risaputo come la pubblicità di un qualsiasi prodotto sia fra le fasi più costose  che concorrono a formarlo e, nel caso delle così dette opere di ingegno o fantasia o arte come molto spesso abusivamente si tenta di spacciarle, essa sia l’ unico e vero costo quasi insuperabile per certi avventurieri abituali frequentatori di mostre pretese  artistiche.  Come fare dunque a “sfondare” ed essere visibili almeno per qualche momento? Semplice, si fa l’ autostop che, quale simbolo universale dello scrocco o sbafo, è ormai passato dalle strade alle aule parlamentari, al mondo dello spettacolo e infine a quello della defunta arte. Basta scegliere un Simbolo Universale e denigrarlo, offenderlo, violarlo e piegarlo alle proprie basse necessità di pagnotta quotidiana.  Lo si impone poi sullo squallido palcoscenico dell’ ignoranza  dove non conta la presunta opera d’ arte ma lo scempio attraverso il quale essa diventa visibile. In questo miserabile autostop mediatico la Croce, Gesù Cristo e la Madonna sono i “gadget” più utilizzati in ossequio all’ equazione secondo cui meno vali più forte devi latrare se vuoi che qualcuno si accorga, per pochi momenti,  della tua inutile esistenza. E così non c’è più limite alla malata fantasia dei miserabili cercatori dell’ ultimo oro rimasto sul mercato: lo scoop, sia esso artistico o giornalistico,  sempre comunque  a base di liquame e fango. Che questa sia l’ era del demente, dell’ incapace, dell’ analfabeta, del profondamente brutto, dell’ intimamente rivoltante e del politicamente corretto, lo attestano ormai serie infinite di questi “colpi geniali” autopromozionali. Presunti artisti che sfruttano l’ eco planetaria di un insulto a Gesù si cimentano in ogni sorta di vergognoso autostop mediatico puntualmente appoggiati da quei partiti politici e clan pseudointellettuali che hanno fatto della dissacrazione della Fede in Cristo la loro sfilacciata bandiera, il loro connotato di falsa modernità, la cartina di tornasole della loro ignoranza. Costoro, pseudo artisti e fiancheggiatori, sono quelli che io chiamo dispetti della natura, patetici mix di carne flaccida e ideologia del male, brutti in modo assoluto fisicamente e moralmente. Di essi si percepisce il lezzo anche solo a guardarli in video. Intanto sono di una viltà senza limiti poichè, quali organismi non meglio identificati, si scagliano contro il Dio della bontà,  del perdono, e si guardano bene dal realizzare “opere d’ arte” o scoop sul Dio di religioni che prevedono la morte, tout cour,  per i vili profanatori. Certo deve essere triste per questi miseri autostoppisti guardarsi allo specchio e non vedervi riflesso nulla o almeno qualcosa che non guasti lo stomaco guardare, tuttavia se la loro nullità spiega il ricorso al facile e vigliacco espediente di insultare Gesù per acquisire effimera visibilità, essa non giustifica il doverli sopportare o, che è  peggio,  prestarsi allla diffusione delle basse nefandezze come fanno compiacenti media con il falso alibi del dovere di cronaca. Il dovere di essere moralmente ed esteticamente selettivi è il primo imperativo dei mezzi di comunicazione che altrimenti scadono al livello di semplici rimestatori del liquame di cronaca o di cassa di risonanza della follia, della violenza, dell’ ideologia del male. Se il caso fa notizia e fa vendere giornali è vero anche che promuovere l’ ignoranza a scopi di diffusione e vendita di copie è farsi prestatori d’ opera della viltà, è disconoscere il dovere di crescita dell’ umanità e del suo affrancarsi dal fango in cui appare purtroppo entusiasta di sguazzare. Credenti, o atei che si possa essere, a tutti è fatto obbligo di civiltà nel dissociarsi da questo miserabile autostop mediatico e combatterlo culturalmente ognuno con la propria verità che mai, in nessun caso, può essere scambiata per la gratuita ignoranza e immoralità.

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