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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Archivi del mese: agosto 2014

ECONOMIA: SCELTA DI VITA.

La “lectio magistralis”  sull’ economia mondiale tenuta dall’ estrema sintesi degli ultimi dati riferiti al Pil tedesco e francese sgombra, una volta di più, il campo dalle ciarle e dai vaneggiamenti dei politicanti in merito alle misure da adottare per governare le crisi economiche. Fatta la preliminare e fondamentale scelta di vivere in un sistema di libero scambio, di libera produzione e di liberi consumi (il capitalismo), se non si vuole morire (poichè non è vivere) in un regime  politico-economico comunista statalista, non resta che applicarne la regola base che impone di lasciare sempre aperta la valvola dei consumi privati e di correggere le storture dovute agli sprechi pubblici che sono un vero cancro per l’ economia. Che non ci sia produzione e quindi ricchezza se mancano i consumi è un’ equazione nota anche al sasso più idiota ma evidentemente non al politicante che si illude ( da idiota irreversibile) di “governare” l’ economia a colpi di clava fiscale. La folle idea secondo cui per tornare allo sviluppo ci sia bisogno di austerità nei consumi è la peggiore e più inequivocabile dimostrazione di imbecillità mista a malafede ideologica. Se lo sviluppo si nutre di consumi, inibirli o contenerli attraverso la politica fiscale per riempire le saccocce sempre bucate dello Stato equivale al salasso praticato ad un malato grave di anemia. Ciò è confermato da un dato comune a tutte le Nazioni in crisi economico-finanziaria: il debito statale fuori controllo. Detto in parole chiare significa che lo Stato spende (o sperpera) molto più di quanto i suoi cittadini siano in grado di pagare sotto forma di tasse. E’ fuori di dubbio che la crisi economica che stiamo vivendo sia stata causata dal criminale comportamento delle sovrannumerose schiere di politicanti che, come cavallette su un campo di grano, hanno divorato quantità di miliardi di lire/euro incalcolabili. La causa è chiara e davanti agli occhi di tutti ma a tentare di confondere le acque tramite ignobili scaricabarile ci pensa quella organizzazione nefasta che si chiama ideologia politica secondo la quale non di sperpero si sarebbe trattato ma di munifica elargizione di “servizi al cittadino”, e semmai, lo sperpero sarebbe solo opera degli avversari politici. Queste brevi premesse unite alle fallimentari ricette miracolistiche dei tanti ciarlatani con o senza tessera di partito, spiegano come l’ economia sia una scienza esatta che muore nel momento in cui si pretenda di snaturarla con la politica.  Quando si sente uno dei tanti, troppi, imbecilli latrare che si deve tiarre la cinghia e fare sacrifici, cioè pagare più tasse, per imboccare la via del risanamento di un deficit provocato da sperperi pubblici, si comprende quanto questi imbecilli siano consapevolmente lontani dalla realtà.  Non pensano questi onorevoli che consumare di meno per pagare più tasse significa chiudere in faccia a chi vive di produzione (artigiani, commercianti, industrie  e loro dipendenti) la porta della dispensa. Costoro e i loro miserabili reggistrascico, fra i quali eccellono i così detti “economisti di partito”,  non vivono di produzione ma di privilegi parassitari primo fra tutti un compenso mensile scandaloso che mai risentirà di crisi o contingenze economiche sfavorevoli. Essi hanno la pancia enorme e sempre piena, alimentata da una bocca che sforna bestialità economiche a ciclo continuo e ingurgita ricchezza a palate sempre a ciclo continuo. Oggi la locomotiva tedesca, il quarto reich, non fila più spedita sul differenziale chiamato spread ma comincia ad arrancare perchè non esporta più come prima, cioè perchè i consumatori del Made in Germany hanno stretto i cordoni della borsa per poter pagare Imu ed altre tasse-pizzo imposte dalla cicala Stato italiano il quale spende, solo per fare un esempio, quanto gli Usa spendono per la Casa Bianca, per mantenere il Quirinale con i suoi lussi imperiali. Dunque i dati sul Pil franco tedesco tappano le sgangherate bocche dei miseri economisti predicatori dell’ austerità  come via di risanamento e finalmente dimostrano, anche ai lobotomizzati di partito, che se non si riduce il peso parassitario della cavallette politicanti ad un livello di decenza, la spirale più tasse meno consumi strangolerà non solo nazioni macchietta come l’ Italia, serva di tutti i ricchi padroni del mondo ma, uno alla volta, anche questi, fin quando non spunteranno un altro Hitler, un altro Stalin e si distruggerà tutto con il nobile intento di ricostruire.

PATRIZI E PLEBEI.

Premesso che, contrariamente ai tanti estimatori di Cesare e del Senato di Roma antica, non nutro particolari simpatie o addirittura adorazione per quei presunti grandi uomini capaci solo di immani guerre e stragi di interi popoli, con riduzione dei superstiti in stato di schiavitù, oggi soffro per l’ avviata eutanasia del Senato della Repubblica (?) italiana. E’ vero, dai tempi epici di Cavour molti portaborse, giullari di palazzo e comparse sono saliti allo scranno del ramo nobile di quel penoso luna park che risponde al nome di Parlamento, tuttavia realizzare che l’ unica “riforma”   partorita da una pletora di lavandaie consiste nel tornare al Senato della Roma Patrizia riducendo sì il numero degli ex portaborse ma creando una nuova e più ristretta casta di nominati per aver ben servito il “sistema” politico, impone di ribellarsi.  Sindaci e Presidenti di Regione saranno i nuovi patrizi che dopo aver affossato l’ economia nazionale con le voragini locali di Sanità, “consultopoli” e follie amministrative di ogni genere, saranno santificati con l’ aureola di alloro di Senatori quale risultato di uno scandaloso conciliabolo fra addetti ed adepti basato sulla regola cardine della politica: il do ut des. Nessuna democrazia vera presenta una Camera parlamentare esentata dal vaglio elettorale, nessuna nazione occidentale evoluta ritiene di poter fare a meno del voto popolare. Sono le varie Cuba con i loro soviet, le aspiranti Coree del Nord a privare i popoli del diritto di voto. In Italia sta nascendo una Cuba, oltretutto malformata o come direbbero i buonisti del lessico ipocrita diversamente abile ma io la chiamo semplicemente  deficiente nella più ampia accezione del termine. E’  tale perchè priva di contenuti giuridici e del rispetto istituzionale che la classe politica e burocratica per prime devono alla Democrazia. E’ tale perchè spaccia per largo consenso parlamentare e riformatore il consociativismo untuoso praticato a fini di mantenimento delle poltrone.  E’ tale perchè priva la Democrazia di uno strumento di tutela, il Senato elettivo, a beneficio del mercato delle vacche e delle prostitute politiche. Non è un caso che l’ involuzione politica, culturale e sociale, che stiamo vivendo sia pilotata da saltafossi, da avventurieri dalle mille tessere di partito, da comunisti “risciacquati in Arno”, da fascisti lavati con lo sbiancante, da “moderati” tanto moderati da non avere un’ idea e tantomeno un ideale. Per il colmo dell’ ironia sarà, forse, proprio questa malformazione congenita della politica italiana a salvarci dal perdere il Senato elettivo poichè, vista la durata media delle legislature, gli attuali giullari hanno poche speranze di superare l’ iter parlamentare ed il referendum popolare finale per giungere all’ obrobrioso risultato. Sarà, forse la plebe, distrutta dalle tasse, a cancellare  anzi a far abortire il malformato nascituro, il nuovo Senato dei patrizi. E intanto la recessione si mangia Italia, italiani e, per fortuna o per suprema giustizia, comincia a mangiarsi anche Berlino e Parigi.

MENGHELE FATTI IN CASA.

La cronaca ci informa che continua ed anzi aumenta lo scempio sui corpi indifesi di bambine che hanno la sola colpa di essere nate nel nucleo dell’ inciviltà, nello zoccolo duro dell’ ignoranza: continua la pratica dell’ infibulazione, orrenda cartina di tornasole che misura lo stato amorfo di menti incapaci di agire ma dedite a violenza e crudeltà. L’ odio ideologico verso il corpo della donna, in quanto fonte della vita e sede del più misterioso miracolo, quello della “fusione a caldo” fra anima e corpo del nascituro, pervade ignobili masse cerebrali e induce  a compiere azioni abominevoli in nome di pretesi valori religiosi. Ma quel che più offende le coscienze è la figura dei medici che si rendono complici di simili delitti contro la natura. Sono i discendenti della stirpe che pratica la “scienza medica del delirio” resa tristemente nota dal criminale nazista in camice bianco Menghele, su di essi pesa l’ ignobile pratica della vivisezione animale e della infibulazione ai danni dei loro acerrimi ed odiati nemici:  la donna, la vita, l’ armonia naturale, un universo, dal quale sono esclusi, che non riusciranno mai a comprendere ed amare. Medici che eseguono ignominie chirurgiche in dispregio del più elementare ed al contempo più alto valore della vita: l’ inviolabilità del corpo umano pari,  d’ altronde, a quello di ogni creatura vivente. Le menti miserabili godono delle sofferenze e delle menomazioni inflitte agli inermi loro simili. Agli schiavi dell’ antica Roma veniva tagliata la lingua dopo aver loro tolto la libertà. Agli internati nei campi di concentramento nazisti e comunisti veniva tolta la dignità ed impressi sulla pelle i numeri della prigionia, dell’ annullamento di ogni valore spirituale e morale. In questa società globalizzata da sempre malata di quel maschilismo, di quell’ antifemminismo che fa marcire perfino le menti di non poche donne disposte, ma più spesso costrette, a schierarsi con i loro carnefici ed abbracciare esse stesse queste insane “dottrine”, si deve assistere, colpevolmente passivi, al delitto della infibulazione. E’ fuori di dubbio che il limite culturale insormontabile per la misera mente di Adamo e dei suoi miserabili discendenti, sia l’ incapacità di comprendere ed apprezzare la donna, di accettarne la superiorità intellettiva sintetizzata biologicamnte nell’ attività di due lobi cerebrali contro uno. Del resto tutto ciò che sia riconducibile al femminile, la Madre Terra, la vita, la natura, la libertà e l’ uguaglianza, risulta insopportabile agli occhi del miserrimo maschio quanto la luce a quelli dei vampiri. Piegare la donna, umiliarla con l’ atroce infibulazione, è come fare guerre o tagliare la Foresta Amazzonica o nascondere scorie nucleari sotto i campi di grano o lavare le petroliere in mare aperto, è violentare e profanare ciò che non si è in grado di capire. Sacerdoti o meglio preti, come li ha chiamati la Madonna di Lourdes, porporati, stregoni, presidenti di Nazioni, melliflui burocrati, “alte” personalità, capibastone religiosi e laici, in sintesi volgari ciarlatani, fanno da ipocrita paravento a questo delitto verso bambine non ancora donne. Il così detto mondo che conta, ma che non vale un pugno di sterco,   si volta dall’ altra parte e dette quattro false parole di circostanza torna alle faccende che gli sono care, alle guerre per la “pace”, ai genocidi, alle distruzioni fatte in nome di un preteso mondo futuro migliore di quello attuale, fingendo di non sapere che una fogna nasce e muore tale e non ha alcuna probabilità  di diventare una sorgente di acqua pura. Donne, non abdicate al vostro compito di civilizzare i figli di Adamo, ribellatevi ed estraete la clava che essi hanno conficcata nel cranio dove, proprio per questo, non fiorisce cervello.

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