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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Archivi del mese: gennaio 2014

MORS TUA VITA MEA.

Siamo alle solite, ancora una volta e con il sotterraneo intento di intorbidire le acque creando discussioni inutili e contrapposizioni ideologiche, si tenta di nascondere la criminalità e l’ inutilità  della vivisezione animale a scopo di ricerca scientifica. Premesso che questa, in un Paesello nepotista, medioevale e ipersindacalizzato come l’ Italia, difficilmente riesce ad essere qualcosa di più che uno “stipendificio” all’ interno del quale si “cerca” ma, se non si trova, la paga a fine mese è garantita lo stesso sine-die, non è assolutamente detto che per conquistare l’ eternità biologica dell’ umanità si debbano percorrere strade di assoluta immoralità e crudeltà gratuita.  Chi l’ ha detto che un animale debba morire fra indicibili sofferenze solo per assicurare lunga vita all’ uomo?  Da cosa deriva questo inesitente debito esitenziale e, di conseguenza, questo preteso credito vantato da colui che si è autoproclamato centro del Creato? Se il genere umano è solo parte di esso perchè allora non provare a trapiantarne  le corde vocali agli animali affinchè anch’ essi possano parlare? No, esimi “umanisti per convenienza” questo non è animalismo fine a se stesso ma semplice ed indispensanbile confutazione di una teoria secolare che accredita all’ uomo una supremazia assoluta, uno jus prime noctis esteso ad ogni giorno della vita animale, che non trova fondamento se non in una concezione esclusivamente gastrointestinale del significato della vita. So benissimo che queste parole urteranno la suscettibilità dei “padroni del mondo”, dei re di niente, che si sentono gratificati ed asaltati dall’ infliggere sofferenze ad inermi creature sia per diletto che per scopi così detti scientifici. Oltertutto tali attività riempiono lo stomaco ed il portafogli grazie alla distribuzioe a pioggia di milioni di euro pubblici a favore di pretesi istituti di ricerca scientifica, vere e proprie cuccagne per i furbetti del microscopio. Ma la verità non si persegue sotto anestesia ed essa ha diritto ad un linguaggio liberato dal morbo ipocrita del politically correct che tutto imbalsama e ingessa. La stessa donazione di organi umani, rientrando nella discrezionalità di chi ne muove le fila, cioè semplici donne ed uomini in camice bianco non Dei dell’ Olimpo, rischia ogni giorno di essere condizionata da raccomandazioni, conoscenze, corsie preferenziali, per questo o quello quando non sconfini nel dimostrato traffico di bambini destinati a fungere da “pezzi di ricambio”. A questo punto è doveroso porsi ancora con più forza intellettuale la domanda  delle domande: quale è il significato della nostra vita? Se la risposta deve essere “per mangiare il mondo e noi stessi” allora amen, non occorre scomodare l’ anima ed infastidire il corpo. Ma se essa può contenere un valore spirituale, un destino morale, un messaggio superiore, allora questa “centralità cosmica” del genere umano è solo carta straccia, ed il detto “Mors tua vita mea” va corretto in “mors tua mors mea” perchè ogni vita che si spegne gratuitamente, con dispregio, con divertimento, è un atto moralmente delittuoso che la coscienza di ognuno non può rimuovere con una semplice alzata di spalle. Tutto ciò è affermato e dimostrato dalla Storia e dalle criminali gesta dell’ uomo.  Occorre ricordare che l’ apripista di una certa ricerca scientifica, il criminale nazista Menghele, non ha avuto problemi di coscienza nel baloccarsi fra la sperimentazione su animali e quella su esseri umani indifesi e le tante sperimentazioni “silenziose”, non dichiarate, fatte in tempo di pace con farmaci e bombe atomiche su intere popolazioni, la dicono lunga sulla consistenza morale di tanti “scienziati”.   Il rischio mortale che corre la ricerca scientifica è dunque quello di diventare un tapis-roulant che si auto alimenta di insuccessi, di mancate conquiste   che permettono però di ricattare moralmente e di chiedere finanziamenti per “ricercare” in eterno. Mi chiedo, in ultimo  quale fine abbia fatto il vaccino anticarie annunciato negli anni novanta e smarritosi nell’ ignoto.  Se anche intorno alla ricerca scientifica si brucia la paglia bagnata dell’ ipocrisia e si fa speculazione economica vuol dire proprio che il genere umano è irrimediabilmente perso.

SENZA FAMIGLIA.

La società occidentale si sta avviando a passi follemente veloci verso la condizione di orfana delle figure, moralmente e biologicamente insostotuibili, di madre, padre e figli. E’ una corsa insensata verso il traguardo di un agglomerato umano bastardo di sconosciute origini e senza prospettive. Il diktat delle lobbies omosessuali, pedofile ed anticristiane spinge il branco occidentale nel baratro della negazione delle proprie origini e delle proprie finalità esistenziali. Pare che in Francia due genitori siano stati multati perché indossavano un indumento su cui era riprodotta l’immagine di padre, madre e figli che si tengono per mano, e che in Spagna, a Granada, siano stati posti fuori legge i libri di una giornalista italiana perché difendono la famiglia naturale ( da IL GIORNALE del 5 gennaio 2014). Ogni giorno si allungano le liste di proscrizione di coloro che, come chi scrive, si oppongono alla cancellazione della famiglia sacra e naturale e combattono per impedire il trionfo della NON famiglia, del nulla genetico, del magma asessuato e dei ” genitori numerici”. Molti italiani non si sono accorti che è in atto una guerra la cui avanguardia è la diffusione di un nuovo nazismo che vuole annientare la famiglia naturale e dare al mondo una stirpe razziale fatta di incompiuti, di numeri, che rispondono al delirante disegno del “nuovo de-genere umano”. La ferocia con cui ogni giorno di più queste menti inversamente pensanti aggrediscono la famiglia naturale ripropone, dopo ottanta anni, la violenza nazista che voleva far prevalere una razza, quella ariana, su tutte. Oggi come allora i criminali normalizzatori sono all’opera per proibire, imporre e comandare affinché vinca la loro folle idea di una società senza famiglia. In tale ottica la crisi economica europea viene sapientemente gestita ed utilizzata come arma di persuasione verso i giovani che, spaventati dalle nere prospettive della recessione, rinunciano a fornare una famiglia e si rifugiano nella illusoria nicchia del single  a cui basta una minestra preconfezionata, un panino al bar accompagnato da una overdose di birra per essere felice. Il bombardamernto fiscale sulla casa è l’altra ganascia della tenaglia ideologica che mira alla distruzione della valenza patrimoniale della famiglia ed allo scardinamento di una società fondata sulla proprietà privata e sulla successione a favore di figli e nipoti. La famiglia, nelle sue implicazioni politiche, sociali ed economiche, è il nemico di questi irresponsabili fautori di un mondo orfano di essa. E’ una guerra dichiarata stando nascosti sotto falsi intenti liberatori e all’ombra di una pretesa discriminazione ai danni delle nuove categorie sociali rappresentete da omosessuali e transessuali. E’ una guerra che prevede l’uccisione dell’integrità individuale attraverso la castrazione psichica di regime e la condanna per milioni di bambini sani ed innocenti a vivere avendo per “genitori” due caricature numeriche e sessualmente indefinite. Dichiarare nullo il diritto di un bambino ad avere veri genitori naturali donna ed uomo è l’atto supremo del nuovo nazismo. I bambini, essendo minori ed indifesi, sono sotto la protezione della morale e del principio intoccabile della libertà, e nessuna legge, tantomeno alcuna sentenza, possono condannarli a morte psichica rubando loro la vita normale. Siamo in guerra ed il nemico della pace sociale e famigliare è in mezzo a noi mimetizzato trasversalmente e determinato a sconvolgere l’ordine naturale delle cose. Siamo giunti ad una nuova “notte degli specchi” durante la quale, in un sabba di follia, verranno dati alle fiamme i diritti di ogni popolo, di ogni individuo, di ogni bambino a formare e vivere in  una società naturale di donne ed uomini la cui cellula sia la famiglia. Attraverso questa terza guerra mondiale i profeti del nulla vogliono costruire una società basata sulla liberalizzazione delle droghe, sull’aborto indiscriminato, sulla eutanasia, sulla eliminazione della famiglia e della distinzione sessuale. Questo è il progetto, questi sono i caposaldi  del tempio, e le armi affilate della persuasione di massa e dello sfruttamento dell’ignoranza collettiva, tagliano a fette il futuro con grande soddisfazione del mondo anticristiano che già gongola per l’indebolimento ” dell’ impero d’occidente”  ed è pronto a saltargli alla gola.

IL MIO MANIFESTO.

Ho letto della Strage degli innocenti, degli schiavi d’ Egitto, delle innumerevoli guerre fin dall’ alba del mondo.  Ho letto della morte di Socrate, dei chiodi infissi nella carne del Messaggero di pace, amore e libertà, delle persecuzioni di cristiani, dell’ inquisizione clericale, del genocidio di indios per ispanica mano e della rivoluzione francese. Ho letto della ghigliottina, della forca e di torture inimmaginabili, di sangue umano fatto scorrere come se diluviasse. Ho letto della schiavitù dei negri e della tratta di esseri umani, della violenza fisica e delle menomazioni inflitte a donne inermi. Ho conosciuto il comunismo, il fascismo ed il nazismo, i campi di concentramento e lo sterminio di interi popoli. Ho consociuto due guerre mondiali, la bomba atomica, i gas nervini, le bombe al napalm e le mine antiuomo.  Ho conosciuto la pedofilia, la compravendita di organi umani, la folle e inutile vivisezione animale praticata dai mille Menghele. Ho conosciuto lo sfruttamento di bambini  come operai, soldati, terroristi, il sequestro di donne e bambine ridotte a meri strumenti di vile piacere.  Ho visto gente piangere e morire per mano di altra gente, ho visto il male assoluto negli occhi di dèmoni nell’ atto di gettare inermi persone vive nelle Foibe Carsiche e lasciarle morire dopo indicibili agonie. Ho letto, ho conosciuto ed ho visto il genere umano in azione, ho provato vergogna per esserne parte e mi sono dimesso da simile masnada. Ho rinnegato il falso primato dell’ uomo sul resto del creato, dottrina ideata da idioti inconsapevoli della loro inutilità.  Ecco perchè amo gli animali ma non riesco a farlo con i miei simili.

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