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FAMIGLIA DI STATO.

Le dittature politiche conclamate e quelle in formazione dettano le regole, o meglio erigono i recinti entro i quali devono pascolare i sudditi, chiamati anche cittadini, popolo o “massa critica” come piace tanto ai ciarlatani del cialtrone politically correct. La famiglia come istituzione naturale biologica e patrimoniale, resta, all’ interno di questa nefasta azione distruttrice, il bersaglio preferito dei folli profeti del nuovo ordine politico che mira a sovvertire quello naturale. I fatti di cronaca si intrecciano ormai a livello planetario e così, mentre nella Cina comunista e neo-capitalista si aumenta d’ ufficio il numero dei figli consentiti dal partito padrone alle coppie dei discendenti di “denti gialli” Mao, in Italia, aspirante Paesello  al ruolo di neo repubblica popolare comunista, si tolgono d’ imperio i figli a genitori naturali, legittimi e veri, e se ne affidano altri a due omosessuali che giocano a recitare la caricatura di moglie e marito. La domanda che erutta rabbiosa dalla coscienza e sfonda la paratoie sottoculturali del politically correct non può essere taciuta: perchè una creatura di tre anni, innocente e nel pieno inalienalbile diritto di essere allevata e cresciuta da una madre e da un padre veri, deve essere condannata all’ ergastolo in una cella sperimentale ed avere traviata e sconvolta la propria psiche dall’ orrendo spettacolo di due individui dalla sessualità indefinita che si sovrappongono alla natura? I diritti naturali, psichici e materiali di questa bambina non esistono?  O forse a non esistere è lei stessa visto che non è considerata altro che uno strumento meccanico, quasi un vibratore, per la soddisfazione di un capriccio contro natura di due persone e di tutto uno schieramento politico fortemente interessato alla scomparsa della famiglia unica naturale? Sia chiaro che siamo in presenza di responsabilità politiche che gridano vendetta, perchè solo una casta politicante cerebrolesa poteva lacerare il tessuto sociale lasciando passare norme come quella interpretata ed applicata dal giudice che ha stabilito l’ affidamento della prima martire italiana del politically correct. Dove risiede la giustezza di un atto che priva una bambina del sacrosanto diritto di  poter chiamare con l’ appellativo di mamma una donna fatta a sua immaginee somiglianza invece di un manichino “non maschio” grossolanamente taroccato ed imbellettato allo scopo?  Psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, stuoli di predicatori  che paiono assoldati  dall’ esercito della dannazione umana, piegano la testa davanti al diktat e ne santificano la portata “scientifica”. Vili servi del potere vendono coscienza e professionalità per il fetido piatto di lenticchie che puzza di corruzione ideologica lontano un miglio. Questo affidamento, pure disposto entro ambiti legali, ma è arcinoto che non tutto ciò che è legale sia nche giusto, è un atto moralmente delittuoso nei confronti di una creatura inconsapevole ed indifea che viene privata del suo futuro naturale e di una vita NORMALE. Cosa sarà di lei e della sua capacità di amare  distinguendo i sessi, l’ amore materno da quello paterno, e a chi si ispirerà come riferimento esistenziale?  Rispondano i profeti del nuovo disordine innaturale! Questa squallida commediola degli omosessuali che pretendono di formare una famiglia come quella eterosessuale, che i loro danti causa hanno distrutto con l’ aborto, il divorzio e la “struttura allargata”, sembra la stessa di quella sedia che, invaghiatasi del tavolino, delira di procreare tanti sgabellini. Siamo ormai giunti alle vere COLONNE D’ ERCOLE  della follia, e oltre esse c’è la perdizione culturale, umana, filosofica, religiosa e spirituale di coloro che un tempo, lontano non secoli ma anni luce, dipinsero la Cappella Sistina, solcarono oceani, scrissero Divine Commedie, scoprirono il Radio, sconfissero il buio e le distanze fisiche fra popoli. Quella era umanità! Quella che molti folli “neo-creatori” stanno invece cercando di spacciare per essa è  caos biologico,  è carne trapiantata e psiche espiantata, è insomma il nuovo ed inedito esemplare di rifiuto solido urbano impossibile da smaltire.

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