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Eligio Bartoli

LO SDEGNO DEI PAPPONI.

La cronaca ci regala un’ altra perla di questa nostra società apparentemente evoluta ma in realtà libera soltanto di farsi del male fino all’ autoannientamento. Due ragazze di 14 anni, due adolescenti vittime della tratta di esseri umani in versione domestica sbattute, in tutti i sensi, sulla  più miserabile ribalta. Stupore generale, indignazione collettiva, tromboni moralisti suonati al massimo dei decibel, psicologi e psicoterapeuti chiamati a consulto per sfornare i peggiori luoghi comuni sulla debolezza dell’ età, sulle paure e i bisogni dei giovani travolti da una società in fuga da ogni regola e da ogni principio. Dopo decenni di irresponsabile apertura delle stalle, tutti questi predicatori a gettone piagnucolano sui buoi scappati. Basta! Non se ne può più di tanta ipocrisia istituzionalizzata ad ogni livello!  Basta con la solita manfrina di lingue sciolte che si scatena ad ogni esplodere di un caso clamoroso.  L’ esercito di ipocriti non deve dimenticare che fino ad un minuto  prima  che si diffondesse la notizia della prostituzione di queste due disgraziate ninfe, migliaia di altre loro coetanee regalavano l’ acerbo corpo a vergognosi e “onesti padri di famiglia”, a single dall’ euro facile,  magari funzionari di banca, ministeriali o dell’ impero delle tasse. Tutti sporchi pedofili come quei nonnetti pensionati che, con molti meno euro, si baloccano con le baby prostitute congolesi o dell’ affamato Corno d’ Africa.  Pedofili bavosi e flaccidi che poi “amorevolmente”  vanno a prendere figlie e nipoti all’ uscita di scuola per salvarle dai maniaci come loro.  Dove sta dunque la sorpresa, da dove origina lo sbigottimento di questa società falsa e corrotta?  Dall’ ipocrisia, dalla cattiveria e dal menefreghismo sociale che dai vertici politico istituzionali scende come la lava dall’ Etna bruciando ogni principio morale e religioso che incontra.  Questa è la società che ha demolito la famiglia, che ha deresponsabilizzato i genitori, che ha legalizzato l’ aborto e che, dopo aver distrutto la scuola, vuole legalizzare l’ eutanasia. E’ la società che promuove la morte come gesto di liberazione, come autonomia dell’ individuo e libertà di drogarsi fino alle ossa.  Ebeti prezzolati ne fanno l’ apologia su tutti i media, al cinema e a teatro e la sottocultura che manovra la distruzione umana se li coccola regalando loro premi Nobel, ampie poltrone e ricchi vitalizi.  Forse a questi cialtroni fa comodo speculare anche sul luogo (il ricco ed esclusivo quartiere dei Parioli) del misfatto e sui tanti euro necessari a pagare il fetido biglietto d’ ingresso. Ma è bene ricordare a costoro che anche nei quartieri  popolari di San Basilio, Centcelle o Tor Pignattara, tanto per restare nella capitale, ci sono quattordicenni violate e godute da meno facoltosi pedofili, opportunamente mimetizzati nel popolino che “non arriva alla fine del mese” ma riesce a pagarsi l’ illecito sollazzo. Togliamo di mezzo il solito prurito ideologico che fa tanto comodo a certa parte politica perchè il Satiro non ha tessera o se ce l’ ha è trasversale come dimostrano stupratori seriali “progressisti” e maniaci sessuali conservatori. Quanti di questi sviolinatori moralisti possono dire, guardandosi allo specchio e  negli occhi, di non essere stati almeno una volta con prostitute, trans, o omosessuali di ogni età e colore della pelle? Facciamola finita con questa ipocrita riprovazione e con la maniacale descrizione di partiocolari piccanti che fa di giornali e trasmissioni televisive dei voyeur col patentino da crocerossini. Vergogne come questa accadono tutti i giorni e sotto gli occhi impotenti, nel senso che proprio non possono farci nulla avendo le mani legate dal polically correct, delle forze dell’ ordine. Le strade di  città e campagne sono piene di minorenni in vendita, lo sanno le Questure, i Sindaci e gli Organi di Polizia, eppure il miserabile film si gira tutte le sere  e non mancano nemmeno le matinèe. Finiamola dunque  con le lacrime di coccodrillo e per il rispetto che si deve alla prossime generazioni si ritorni indietro sulla strada della pulizia mentale, a quando gli adulti ed i nonni erano per lo più maestri di vita e non barbari pedofili con la clava sessuale conficcata nella vuota scatola cranica. A quando lo Stato,  nelle sue espressioni istituzionali, non andava (almeno pubblicamente), a trans con i soldi pubblici e le sedi di  Ministeri,  Comuni e Provincie non erano case chiuse aperte al godimento dei tanti parassiti della politica.  Meno stupore e giusto rigore morale, prima di tutto con sè stessi e poi, con diritto, verso gli altri.

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