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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Archivi del mese: settembre 2013

G.H.W. BUSH GUEST STAR.

Nella costruzione del nuovo ordine politico e sociale, in contrapposizione all’ ordine naturale, vengono utilizzati anche “materiali” scaduti e si riciclano icone un tempo rappresentative dellla eterosessualità e della famiglia composta da donna, uomo e prole.  George Bush senior, vecchio repubblicano ed emblema di un’ America in progress ma rispettosa delle tradizioni e dei valori che l’ hanno costituita, come riportato da numerosi organi di stampa, ha presenziato in qualità di guest star ad una festa pagana avente per oggetto la commediola di una così detta unione fra omosessuali. Nella ricerca affannosa di un retroterra culturale che la supporti e di una galleria di ritratti “nobili”, da esibire per ottenere l’ ingresso nella società civile la lobby omosessuale,  parente nemmeno troppo lontana di quella pedofila, arruola chiunque e poco importa se, nel caso specifico, il testimonial sia stato in passato idealmente impiccato mille volte in quanto ritenuto dai “pacifisti” sinistrorsi uno spietato guerrafondaio. Tutto fa brodo si dice, ed anche la vecchia e dura carne avvizzita di un repubblicano può giovare ad insaporire la brodaglia democratica che punta sull’ apologia dell’ omosessualità ed al ribaltamento della famiglia naturale.  Secondo tale folle tesi non vi deve essere più nessuna categoria immune dalla contaminazione di quella che scentificamente è ritenuta una semplice malattia e che invece, politicamente, deve assurgere a condizione umana privilegiata e filosoficamente “superiore” al resto del mondo. Politica, esercito, sport, professioni varie e cinema ne devono ostentare esemplari   a valanga e, c’è da giurarci, anche il prossimo astronauta dovrà essere omosessuale dichiarato  per diffondere nel cosmo il morbo del nuovo ordine mondiale. Questa fuga da sè stessi, questo rinnegare la propria natura biologica, questo immaginarsi donna avendo un vello di pelo sul torace e spalle larghe come un Marine, è materia di varie branche della medicina, dalla psicologia all’ endocrinologia, altro che libera interpretazione del proprio io o autodeterminazione biologica post nascita. Soprattutto è il nuovo business mondiale nel quale fanno grandi affari i faccendieri di partito, gli pseudo architetti sociali ideatori di una società senza sessi e senza prospettive, quei sociologi da pianerottolo che muoiono di noia se la società cambia troppo lentamente e allora si impegnano a provocare shock anafilattici collettivi iniettando anticorpi sociali e misere caricature di nuova umanità. Piccole isterie di gente malata che non si riconosce nelle figure di madre e padre perchè totalmente incapace di rappresentarle.

TITANIC A VENEZIA.

L’ effetto Concordia e la sindrome Schettino sono esplosi nella laguna più bella del mondo dando fiato ai tromboni contestatori on demande i quali,  pare, fino al disastroso “inchino” davanto all’ isola del Giglio, non si erano nemmeno accorti del transito dei tanti Titanic davanti a Venezia. Ora tutti si preoccupano del benessere dei suoi fondali, dell’ effetto onda sulle sponde e, preconizzando un catastrofico Indipendence Day  immaginano la prua di uno dei “mostri del mare” infilata nella Basilica di San Marco. Questi seguaci del pifferaio di turno non sono nemmeno sfiorati dal fatto che l’ onda generata dai transatlantici  trainati  dai rimorchiatori sia nulla al confronto della burrasca quotidiana provocata dal traffico dei motoscafi, traghetti e barconi locali. Improvvisamente si scoprono tutori di un bene che, in larga parte, hanno abbandonato preferendogli la più fruibile e comoda terraferma. Lo zelo del fanatico si sa è di gran lunga il peggiore di tutti i mali.  La ridicola baruffa così è salita fino alle alte sfere governative e la Presidenza del Consiglio, come non avesse faccende più serie da sbrigare, si tuffa a pesce nelle facili e basse acque lagunari dove è un gioco da bambini farsi campagna elettorale gratis. Una domanda è d’ obbligo. Ma con tutti i livelli amministrativi locali quali Comune, Provincia e Regione, senza dimenticare la Capitaneria di porto, nessuno riesce a gestire in maniera intelligente una disputa poco più che paesana? Viene da chiedersi se tali centri di potere politico siano soltanto degli inutili centri di spesa pubblica  incontrollata visto che alla prima difficoltà ricorrono a papà Stato per superarla. Il Sindaco ha stipendio e pieni poteri per fare cosa? Solo per vietare ai turisti di mangiare un panino nelle inviolabili calli e obbligarli a farsi spennare dai listini strozzini di bar e ristoranti? Di recente si è verificato un incidente mortale nel Canal Grande causato da una gondola ed un motoscafo. E invece di regolamentare il traffico caotico si fa chiasso intorno ai Titanic. Richiamare i contestatori on demande a non fare la claque ai furbi della chiacchiera appare inutile, sono così “fulminati” sulla strada di Damasco che non si accorgono che il turismo di Venezia, come quello del resto d’ Italia, soffre soltanto per la voracità famelica degli operatori che saccheggiano le tasche dei turisti invece di fidelizzarli con una politica di accoglienza civile. Il pericolo per Venezia non viene dall’ acqua, anche quando è alta, ma da una mentalità ristretta dei presuntuosi indigeni che si pensava fosse appannaggio soltanto del terzo mondo.

IL RECUPERO DELLA … DISCORDIA.

I telegiornali e i media in genere cantano in coro l’ esaltazione collettiva generata dalla parziale riesumazione della salma della vergogna, del simbolo di un modo irresponsabile di concepire la realtà.  Sembra di sentire i menestrelli apologeti della guerra quale volàno di progresso e crescita, con buona pace di morti e distruzioni. La Concordia è stata sbattuta sugli scogli dalla follia godereccia, dallo stile di vita bamboccione che ormai non conosce più limiti di età e ruolo sociale, le vittime non le ricorda più nessuno, e le centinaia di milioni di euro di danni provocati passano inosservati come la mancia fatta al barista. Tutto ciò che concerne senso di responsabilità e vergogna viene rimosso per dare spazio ai festeggiamenti di un recupero “miracoloso mai visto prima”. La sceneggiata propagandistica arriva ai livelli governativi per distogliere gli italiani dall’ altra sceneggiata, quella politica. Si balla,  e si appare  come modelli in passerella intorno ad una catastrofe. Poi ci si meraviglia se per strada  la gente tira diritto davanti ad un incidente o se in spiaggia idioti bagnanti continuano a giocare a racchettone a pochi passi dal cadavere di un annegato, opportunamente coperto con un’ ipocrita lenzuolo bianco per non guastare la scena. La prima volta al mondo! Il trionfalismo impazza nel tentativo di riscattare una italianità  depressa dall’ essere l’ Italia la Cenerentola del mondo economico, e tutti a guardare come necrofili il lato”putrefatto” della nave e ad immortalare il risultato dell’ idiozia umana. Ci si specchia, come novelli Narciso, nella melmosa pozza di fango della nostra pochezza e per i raddrizzamento del relitto si festeggerà molto di più di quanto si finse di piangere per le gesta “eroiche” e bullesche del misero capitan vergogna. Intanto nell’ ombra c’è chi affila i coltelli per scannarsi ai piedi della torta rappresentata dallo smembramento del “cadavere” riesumato. Branchi di iene si contendono, allo stesso modo delle imprese funebri, la ferraglia che si trasformerà in oro non grazie al tocco di Re Mida ma grazie al mercato nero che prospera sulle morti eccellenti e non, sia di cose che di persone. La tragedia usata come catarsi per raggiungere la felicità. Il naufragio procurato come un delittuoso aborto a sei mesi di gestazione per scoprire  come porvi rimedio, per ideare un miracolo tecnologico davanti al quale sentirsi Dio Creatore. La strada intrapresa, e non da oggi, è quella giusta per distruggere la Terra e per ideare poi un prodigio tecnologico per ricrearla. Si spendono miliardi per “bonificare” chilometri di coste e “smacchiare” oceani dal petrolio quando basterebbe non lavare in mare le petroliere  o non piazzare irresponsabilmente piattaforme di trivellazione come fossero talee di rosa. Si fanno guerre ma si esalta la Croce Rossa che non servirebbe se non si praticasse il miserabile “gioco di Adamo”. Ma che guastafeste sono! Sto quì a parlare del bisogno di senso di responsabilità, di prevenzione, di maturità ed intelligenza umana, quando per vivere felici e con la pancia piena bastano l’ idiozia, la superficialità e l’ egocentrismo dei deficienti che guidano il mondo e degli stuoli di ipnotizzati che devotamente li seguono. L’ importante pare essere che l’ unica concordia di cui si parli  sia una carcassa semiaffondata.

GOVERNI LOCALI E MAFIA.

Il prodotto italiano fra i più esportati nel mondo è certamente la mafia, quella vergognosa struttura di potere parallela allo Stato che, come la storia recente ha dimostrato, è capace di condizionarne la vita ed il funzionamento istituzionale.  Alla realizzazione di questo nefasto prodotto sembrano partecipare i vari livelli sociali della Nazione dando un contributo a partire da quello minimo, che potremmo chiamare “condominiale”,  al massimo rappresentato dall’ establishment politico. Particolare  interesse in senso negativo riveste il fenomeno della mafia locale che si estrinseca, fra le pieghe delle attività di Comuni, Provincie e Regioni ed altri Enti pubblici, vere e proprie diramazioni periferiche dello Stato, con soggetti economici anch’ essi locali e potenti come tanti Don Rodrigo manzoniani. Le cronache giudiziarie narrano di questo rapporto di forza-sinergia fra il potere politico e quello economico. Sono storie tanto quotidiane da essere ormai divenute prassi tacitamente accettata e mal costume sociale in apparenza non più sanabile. La mafia locale fatta di questa fratellanza di intenti, che la legge definisce come corruzzione e concussione, non lascia spazio esistenziale a chi, sventurato, dovesse incappare nei suoi tentacoli senza avere la copertura di nessuna delle due parti in causa, cioè il cittadino libero. Se non si hanno i così detti santi in Paradiso o non si è foraggiatori di tali santi, si muore in mezzo al guado come i figli di nessuno destinati a marcire nella fascia smilitarizzata che separa il corrotto dal corruttore e il concusso dal concussore. La gran parte della popolazione esclusa da queste due “cerchie nobili” si ingegna, come i gabbiani dietro al peschereccio, a raccogliere le briciole dell’ empio e ricco pasto accodandosi all’ uno o all’ altro dei poteri in gioco. Al potere politico si accoda assicurandogli il voto, a prescindere da programmi e intenti, in cambio di poveri bocconi, a quello economico si appecorona facendo cose che fanno rivoltare lo stomaco ma che però hanno il vantaggio di riempirlo. Il popolo è dunque il terreno di scontro, anzi di incontro, fra le due insaziabili bocche del corrotto e del corruttore. In nome del popolo si realizzano imprese industriali che distruggono l’ ambiente e la salute per poter macinare e spartirsi miliardi di euro lasciando ad esso l’ elemosina di una busta paga che retribuisce, oltre al salario, la sottomissione alla legge del più forte. Tutto ciò è reso possibile da un invincibile granello di sabbia chiamato interpretazione della legge che rende di fatto inapplicabile o applicabile in base a convenienze, ogni norma che compone la foresta amazzonica della legislazione italiana. Nel nostro Paese si è legiferato su tutto, si è assogettata a legge anche la pioggia, ma è sufficiente il granello di sabbia interpretativo per paralizzare il dinosauro chiamato Diritto. L’ interpretazione si sposa con la corruzione e consente al concussore di ricattare il funzionario pubblico e renderlo malleabile, docile e ubbidiente. Prendiamo il caso di un’ azienda che vuole impiantare o ampliare una cava estrattiva utilizzando la superficie di un bosco centenario, protetto dalla legge. Cosa fa il solerte funzionario politico-amministrativo  per aggirare l’ ostacolo?  Cambia semplicemente nome al bosco modificandone, in base al burocratese, la destinazione d’ uso e lo trasforma, ipso facto, in area estrattiva. Oplà e il bosco non c’è più! Magia della interpretazione della norma che si ritiene così potente da poter modificare la notte chiamandola giorno diversamente illuminato. Questo è signore e signori    l’ illusionismo della mafia che fa comparire e scomparire la legge come meglio conviene. Cosa fare per combatterla? L’ unico modo è togliere certe competenze autorizzative ai poteri locali, condizionati da conoscenze personali, parentele e faide di bottega, e lasciarle allo Stato centrale che, in quanto tutore dell’ integrità nazionale vista da tutte le angolazioni, non può contraddire sè stesso e non dovrà ingraziarsi i vari Don Rodrigo di paese.

I NEGAZIONISTI DELLA FAMIGLIA.

La folle volontà manifestatasi nell’ ottocento di voler eliminare l’ INDIVIDUO quale unità di misura della società civile in favore della massa indifferenziata e opportunamente ignorante, trova oggi nuovi proseliti che si spingono oltre la follia teorizzando l’ eliminazione linguistica della dicotomia biologica e naturale di femmina/maschio, donna/uomo e ancor più di madre/padre. Che si tratti di pazzia allo stato cristallino è fuori di dubbio. Proprio identica a quella hitleriana che delirava sulla super razza ariana imponendo la soppressione delle altre.  Proprio nessuna differenza esimi folli che volete capovolgere l’ antropologia, la biologia, la natura e la razionalità.  Il solo pensare di sostituire le qualifiche sacre di madre e padre con parametri alfanumerici rende questi autentici dispetti della natura bisognosi di urgente trattamento sanitario obbligatorio (TSO) di staliniana memoria. Aver paura delle figure materna e paterna e della loro sacralità, che le rende inimitabili e impossibili da contraffare, significa vomitare su insostituibili valori base culturali, etnici e sociali di ogni nazione, la propria incompiutezza mentale, la propria inadeguatezza di individuo,  l’ essere in sintesi degli aborti umani viventi. Ma è l’obiettivo finale che rende ancor più folle tale insano progetto di destrutturazione dell’ ordine naturale delle cose. Esso consiste nell” eliminazione della famiglia sacra e naturale per consentire all’ omosessualità di salire al rango di condizione sociale di assoluta nuova perfezione. Madre e padre hanno il sapore  “insopportabile” di distinzione sessuale, sono gli odiati simboli di una struttura biologica che definisce e determina, secondo natura, la normale struttura sociale. E come tali devono essere eliminati per lasciare il posto alla classificazione voluta dal partito, alla società del CONTRARIO, al trionfo del numero come fonte dell’ identità.  Gli stessi numeri tatuati sulla pelle degli ebrei nei campi di concentramento, gli stessi che identificano i detenuti, il medesimo modo di classificare l’ individuo, la sua anima e la sua mente con il totem della burocrazia che ha fatto di noi degli squallidi codici fiscali semoventi. Questo mondo negazionista di tutto e prepotente assertore del contrario di tutto punta al suicidio planetario della specie umana, alla cancellazione di sè stesso, al caos cosmico, soltanto perchè è incapace di comprendere la propria matrice e finalità spirituale.

UNO CONTRO TUTTI.

La realtà mondiale vive su due piani esistenziali paralleli e praticamente non comunicanti fra loro. Su uno di essi vive e prospera la casta politica di ogni Nazione e villaggio primitivo mescolando fra loro primi ministri, presidenti o stregoni che dir si voglia. Sull’ altro vive la così detta gente comune, persone che lavorano, che soffrono, che peccano, credono e pregano.  E qui vive, avendovi traslocato  sorprendendo tutto l’ establishment del politicamente corretto, anche il Pontefice Francesco. La Sua scelta  di campo, concretamente diversa da quelle dei suoi predecessori, Lo ha posto contro tutti, contro la lobby delle armi, sponsor di Obama novello convertito poliziotto del mondo il quale,  rinnegando quanto predicato ina campagna elettorale e visto che non può più essere rieletto, si è riscoperto profeta della pace attraverso la guerra. Contro il fronte moralista europeo che, capeggiato dai pronipoti del guerrafondaio Napoleone, si sente in diritto-dovere di insegnare le “buone maniere” al “bifolco” Siriano, dopo avergli venduto le stesse armi chimiche il cui presunto uso adesso  deplora. Papa Francesco si è così trovato da solo contro il fronte dell’ ipocrisia più vergognosa, quel fronte idiota che ritiene sia sufficiente indossare una divisa militare per poter uccidere i propri simili senza con ciò diventare assassini, ed autoqualificarsi eroi “crociati” combattenti contro il male. Solo contro tutti Papa Francesco ha sgominato la corte marziale internazionale  con i soli strumenti della verità e della preghiera. Ha coagulato intorno a Sè il meglio dell’ umanità, quella grande parte di donne e uomini destinati a subire l’ aggressività e la manifesta cattiveria di chi non ha ancora recepito il messaggio di Gesù. La  Sua semplicità  ha ridicolizzato la pretesa complessità delle ragioni che ispirano i fautori di questa guerra di punizione, dimostrandone la totale pretestuosità ed il vile opportunismo di chi produce e vende armi chimiche e poi “scomunica” chi, si presume le  utilizzi. Mentre il faraonico G20 di questi giorni ha ribadito la inutilità e la triste comicità di queste assemblee di politicanti non essendo riuscito a partorie nemmeno il classico topolino  a fronte delle montagne di chiacchiere, il “G Mondo” a costo zero voluto da Papa Francesco ha espresso un messaggio di pace universale ed univoco che solo la demenza bellica di questi piccoli e microscopici “grandi” può fingere di ignorare. Per la prima volta essi sono stati messi a nudo di fronte alle loro gravissime ed immorali contraddizioni dalla genuina parola di Dio transitata attraverso la bocca del Papa. Uno contro tutti ancora una volta, come accadde a Gesù.

SANITA’ INSALUBRE.

Nel malandato bilancio italiano la Sanità Pubblica rappresenta la voce di spesa, in realtà una immensa voragine, tipica di una gestione che definire allegra appare riduttivo. Il rapporto costo-servizio reso è, ogni giorno di più,  fallimentare e, ad essere maligni e sospettosi, sembra quasi regolato appositamente per incoraggiare, piuttosto obbligare, il ricorso a quella privata fatta di tempi d’ attesa brevissimi, professionalità,  affidabilità e, quel che più conta,  pagamento in contanti.  Il fatto che uno Stato si impegni a garantire l’ assistenza sanitaria pubblica  è di indubbio valore sociale ma che, proprio in quanto pubblica, essa sia lasciata alla mercè di una generalizzata deresponsabilizzazione, di una mancanza “democratica” di controlli, di una assoluta irresponsabilità di spesa, risulta essere ormai intollerabile e vergognoso.  Chi legge può già sentire le oche del Campidoglio starnazzare offese e risentite, non da accuse pretestuose ma da inequivocabili dati di quotidiana cronaca di malasanità. E’ vero, l’ Italia ha le sue così dette “eccellenze sanitarie” che puntualmente vengono sbandierate se appena  si osa  criticare il monolite miliardario della Sanità pubblica.  Sono poco più che cattedrali nel deserto rispetto alla parte sommersa dall’ inefficenza dell’ iceberg sanitario. E poi, con i miliardi di euro che vengono spesi annualmente, ci mancherebbe solo che esse non ci fossero! Ma torniamo al problema. Esiste un dato di fatto inconfutabile e messo nero su bianco in tutti i bilanci degli Enti statali: tutti, dai Comuni allo Stato centrale, dico tutti, i bilanci sono in profondo rosso. So che sto entrando nel terreno minato di quell’ ideologia velenosa che quando sente pronunciare la parola “privato” viene presa da sussulti rivoluzionari e alza barricate in favore della cuccagna del  “pubblico”.  Ma è proprio questo il focolaio politico da cui si propaga il male, perchè in Italia ciò che è pubblico non è di tutti, è di nessuno, nel senso che se il medico con cui hai un appuntamento per una visita fissata da mesi, tarda ore o non si fa vedere proprio, non c’è autorità che tenga a cui rivolgersi nonostante la proliferazione di figure “garanti”: del cittadino, del malato, del consumatore ecc. Non a caso siamo il Paese a più alto tasso di leggi e norme, e contemporaneamente quello a più alto tasso di disattenzione delle stesse. La Sanità pubblica italiana è quella strana cosa che c’è e si vede nel bilancio statale ma che poi si nasconde o sparisce quando si deve prenotare un esame diagnostico specialistico che richiede mesi ed anni prima di pote essere fatto. Così, per non morire prima, si deve ricorrere a quella privata. Ma perchè fra le due esiste questa abissale differenza di tempi? Forse perchè in quella pubblica le prestazioni giornaliere si riducono a non più di tre o quattro nonostante il personale occupato sia più che abbondante.  Nel “privato” si ha l’ obbligo del risultato oltre che sanitario, economico, e non avendo il paracadute dei finanziamenti statali provenienti dalle tasse, si devono produrre servizio e risultati. Ma non diciamolo ad alta voce perchè le oche del Campidoglio dopo aver fermato i barbari sono sempre lì ad impedire che Sanità pubblica e produttività convivano pacificamente come avviene nel mondo civile.

MEDIO EVO MADE IN ITALY.

La Storia è pressochè sconosciuta tanto che se chiedi in giro chi sia stato Cesare Augusto e Tommaso Moro o quale sia stata la politica di Cavour, ti rispondono occhi sgranati e dei colossali boh. Eppure non c’è paesucolo dello Stivale che non abbia riscoperto il Medio Evo con le sue disfide di contrada, i messeri e le madonne in corteo. Come si spiega questo generale ritorno a quel passato che ancora oggi è sinonimo di arretratezza? Escluso che sia amore per la Storia viene da inquadrarlo come ripiegamento culturale su sè stessa di una società che ha una paura tremenda del futuro. Non a caso parallelamente a questo culto del duello e della spada, sono ritornati prepotentemente in voga il maschilismo più becero e la paura della donna quale soggetto sociale autonomo ed autosufficiente. Il folklore che ne deriva potrà forse allietare le vacanze di turisti di altri Paesi ma resta il dato sconsolante che esso rappresenta la forma mentis di gran parte degli italiani. In questa ottica va visto anche l’ utilizzo di animali, nel caso specifico del cavallo, con madalità da popolo primitivo. Si fanno corse per le anguste vie di questi asfissianti paesucoli, su selciati pieni di insidie e con regole da primo far west. Se a ciò si aggiunge il tocco di modernità costituito dalla somministrazione di sostanze dopanti a queste povere e ignare creature, si ha il quadro completo di cosa riesca a fare l’ ignoranza quando incontra l’ arretratezza culturale e politica e la cattiveria umana. Ma il bipede dominante si sa ha sempre utilizzato e sfruttato gli animali per il proprio tornaconto ignorando o meglio fregandosene del fatto che essi abbiano un’ anima e che in una prossima vita le posizioni di oggi si possano rovesciare. Chi sfrutta e uccide per divertimento in questa vita nella prossima sarà cavallo, cinghiale, o uccello alla mercè di altri bipedi trogloditi ed analfabeti. Chi sfrutta poveri animali nella pratica ignobile e totalmente priva di scientificità della vivisezione sarà a sua volta rinchiuso nelle misere gabbie da laboratorio, e col suo dolore contribuirà ad erudire ignoranti in camice bianco sul fatto che atroci sofferenze inferte possano modificare l’ umore e la frequenza cardiaca di chi le subisce. Siamo ancora a questo punto! Siamo al punto che per punire il presunto uso di armi chimiche, gli USA ed altri paladini europei, che in passato hanno sconvolto il Pianeta con esperimenti nucleari, anche in presenza di civili (Mururoa è solo uno dei casi), uccidendo in diretta e in differita milioni di persone, si ergano a paladini del bene e scatenino una guerra purificatrice. Siamo nel pieno Medio Evo! In quel triste tempo delle pozioni magiche, dei Merlino e delle streghe, quando la vita di una persona o di un animale valevano meno di uno sbadiglio, esattamente il valore attuale al cambio di qualsiasi valuta. Qualche lettore penserà che non ami certi miei simili e che li stimi molto meno che zero. E’ vero. Ma la Storia autorizza forse ad un diverso approccio con gran parte del genere umano? Decisamente no!

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