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Archivi del giorno: 12 Gennaio 2013

“SENTENZIOLOGIA”

La Cassazione dopo aver pontificato sui jeans stretti al punto che non potevano consentire la violenza sessuale denunciata da una donna, torna alla ribalta con una sentenza che sentenzia la sparizione della politica, della morale, della psicologia e dell’ antropologia culturale come pratiche di studio, finite fra le cose inutili e superate come la medicina lo è stata in materia di eutanasia. Dunque oceani di inchiostro stesi su ettari di pagine di libri e trattati che hanno istruito e illuminato secoli di storia, sono gettati in discarica da una semplice sentenza che attribuisce fondamenti psicologici, sociologici e morali alla prospettiva di dare in adozione o in affido, a due omosessuali un povero disgraziato bambino il cui accidente storico chiamato nascita lo condanna a tale triste destino. Con questa sentenza pare che venga ribaltato l’ ultimo baluardo a difesa dei soggetti deboli: non è importante lo sviluppo psichico dei figli che, si certifica tout court, non risentirebbe di uno scenario genitoriale da pura follia caricaturale, ma  è invece decisivo l’ esaudimento del desiderio infantile di mancati adulti di possedere la bambola o il bambolotto.  Siamo passati dalle superselezioni di genitori veri ed eterosessuali che dovevano essere perfetti, come gli atronauti, sotto ogni profilo per poter adottare figli, alla liberalizzazione del mercato dei bambini come fosse quello dei carburanti o della telefonia. Oggi i requisiti richiesti non sono più la capacità genitoriale ed economica o la cultura dell’ amore per i figli o la cultura in senso lato no, oggi basta desiderare, basta volere il giocattolino e con esso giocare a fare mamma e mamma o papà e papà, finchè la voglietta non passa. Non una parola sul futuro che attende i martiri di questa che appare come la follia del secolo, non un dato scientifico o statistico che supporti la sicurezza di affermare che nulla ci sarebbe di negativo, per loro, nel crescere nella più totale confusione di ruoli e di identità. Questa sentenza appare come una autocertificazione di bontà del vino rilasciata dall’ oste che lo vende. E’ la sentenza di una causa che vede contrapposti i desideri di due genitori ma che ignora, proprio perchè non può escluderlo a priori, che a pagare il conto salatissimo sarà soltanto l’ oggetto del desiderio conteso, il bambolotto o la bambola.  Ne discenderà, per dottrina, che d’ ora in poi non solo si nascerà e si morirà per sentenza, a prescindere dai medici, ma che si vivrà o non si vivrà secondo il diritto naturale ancora per sentenza. E ciò sarebbe come dire, da matti, che in Cassazione o in qualunque Tribunale o nella Corte Costituzionale, se al posto dei giudici ci fossero tutti parcheggiatori abusivi, la Giustizia non ne risentirebbe.

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