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LA MASSIMA DELLA SETTIMANA

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“Se rispetti la goccia d’ acqua avrai sempre un mare  in cui nuotare”

Il risparmio è la forma di rispetto del denaro per antonomasia. Ma in senso lato esso si può applicare ad ogni aspetto dell’ esistenza sia di individui che di intere Nazioni e rappresenta la filosofia di vita da contrapporre al saccheggio selvaggio del nostro Pianeta.  Rispettare la goccia è la garanzia di sopravvivenza del mare in quanto sancisce la sacralità del poco, dell’ apparentemente insignificante, quali basi fondanti dell’ abbondanza e della ricchezza.  Quando la scuola era maestra di vita oltre che di cultura si usava festeggiare con solennità la giornata del risparmio e agli scolari si donavano i salvadanai  in cui custodire i magrissimi loro risparmi fatti sui già  magrissimi salari dei genitori. Si educavano le giovani menti a realizzare il piccolo gruzzolo prima e progettare piccole spese poi. L’ esatto contrario di quel che accade oggi per cui, a fronte della corposa e pretesa paghetta, ci sono tali capricci da soddisfare che non basta una finanziaria di famiglia varata ogni trimestre.  Prima non era infrequente che anche i piccoli risparmi realizzati, spesso con rinunce, confluissero nei bilanci familiari dando un  minimo contributo alla gestione della casa e facendo sentire i figli partecipi e coinvolti. Ritornare a questa concezione del ruolo e del significato della parola risparmio è la strada obbligata per tutte le società occidentali che, irresponsabilmente, nella finta opulenza costruita sul debito sovrano di ogni Stato, ne hanno smarrito il senso. Ritornare al risparmio, anche sotto forma di avvedutezza nello spendere, è indispensabile dato che si è ormai raschiato il fondo del barile del saccheggio e che su ognuno di noi pende la spada di Damocle di una quota del debito pubblico che rende precarie e a rischio le più elementari consistenze patrimoniali quali casa e conto in banca. L’ alibi per non farlo è ormai il luogo comune della sua impraticabilità per cui la coperta sarebbe troppo corta e se si risparmia non si mangia e viceversa. Ma dando uno sguardo alle non irrilevanti voci di spesa considerate “indispensabili” ci si rende conto di quanto sia strumentale questo alibi.  Il fumo, il video poker, il consumo di droghe, l’ alcool, il sesso a pagamento, la duplicazione delle famiglie con divorzi alla prima lite, la moda della chirurgia estettica, sono solo alcuni dei capitolati di spesa per ” esigenze esistenziali imprescindibili” che hanno cancellato la parola risparmio dal vocabolario sociale e dalla morale.  Stesso panorama troviamo su scala macroeconomica. Si divorano boschi e foreste per stampare giornali e libri che finiscono al macero, si svuota il sottosuolo per estrarre petrolio e trasferirlo, sotto forma di gas, nell’ atmosfera che ce lo restituisce con la pioggia e, attraverso l’ insalata, finisce nelle nostre vene.  Si producono milioni di tonnellate di merci per farne milioni di tonnellate di rifiuti da smaltire in discariche e inceneritori (della salute) mentre oltre la metà della popolazione mondiale muore di fame ogni giorno. Si sperperano miliardi a non finire per fabbricare armi nucleari che non saranno più nemmeno smaltibili oltre ad essere praticamente inutilizzabili. Se cominciamo ad educare e rispettare il bambino, la goccia, salveremo il mare, l’ umanità. Ma per farlo bisogna cancellare l’ attuale scala di disvalori e ad essa sostituire quella nuova dei valori, bisogna ridisegnare il genere umano, il suo significato e la sua finalità. Bisogna cioè diventare civili.

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