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Archivi del giorno: 6 Ottobre 2012

PRINCIPI E LEGGI.

Il connotato distintivo di una società civile evoluta è il giusto rapporto fra i princìpi che ispirano la sua coesione e le leggi che li tutelano. In linea generale si può affermare che più sono riconosciuti e rispettati i princìpi e meno sono le leggi necessarie. Può sembrare strano ma gli uni e le altre non sono complementari anzi sono spesso contrapposti e, chi di essi prevale, definisce il tipo di società, il grado di libertà individuale e nazionale.  Una società è libera se a regolarla sono i princìpi mentre non lo è se sono le leggi a dettarne le linee guida. La grande differenza sta nel fatto che i pincìpi sono valori morali al di sopra di tutti gli uomini mentre le leggi sono strumenti concepiti ed amministrati da alcuni di essi sui loro simili. In sintesi non è la legge che stabilisce la validità di un principio poichè nel momento in cui essa pretende di farlo ne intacca il carattere di universalità e lo degrada a semplice norma. Infatti che la vita sia sacra dal suo inizio alla sua fine è un principio fondamentale e non c’è legge che lo possa stabilire con più forza. Il principio quindi è esente dalla legge la quale si deve limitare a stabilire le sanzioni per chi lo viola. Non uccidere è un principio e non è la legge che lo afferma, non si deve uccidere per principio e non per la paura della punizione di legge e l’ accettazione di questo concetto è fondamentale per la difesa della libertà di una Nazione poichè, la proliferazione di leggi e il loro travestimento da princìpi favoriscono prevaricazioni e dittature in nome di interessi di parte camuffati da interessi universali. In particolare chi amministra le leggi e l’ apparato della giustizia si può dotare di strumenti che nulla hanno a che fare con il bene comune ma che consentono di piegarlo a specifiche opportunità. E’ così che viene scolpito il totem della giustizia basata sulle leggi anzichè sui princìpi. Il custode del totem, il giudice, estende su di sè i poteri della finta divinità divenendo esso stesso un sotto totem da idolatrare. Chi ha la sventura di frequentare aule di tribunali sa che al cospetto del giudice, in un totale ossequio, devono essere spenti i telefoni cellulari e se qualche disattento lo dimentica rischia anche sanzioni gravi. Ciò che non accade in Chiesa se lo stesso cellulare suona durante la messa, chiaro segno che il giudice è più importante di Dio.  Da ciò scaturisce che costui in tale veste può riuscire, in base a convinzioni personali a porsi come soggetto politico dominante. La scritta “La legge è uguale per tutti” campeggia con la solennità di un principio alle spalle del Giudice ma tutti sappiamo che troppo spesso essa non lo è perchè amministrata da uomini sugli uomini. Ed ecco perchè deve soggiacere al principio che è il solo istituto giuridico super partes. La scarsa onestà del genere umano fa sì che prevalga la legge perchè se oggi è contraria, domani sarà a favore essendo mutevole come i rapporti di forza politici e gli scenari sociali. Di fronte al principio tutti gli uomini sono uguali ed equidistanti, di fronte alla legge i suoi sacerdoti e le vestali del Tempio risultano diversi, quasi intoccabili perchè, è risaputo, chi giudica il giudice? Non certo le persone comuni, ma altri giudici che potrebbero essere restiì a togliere un mattone dal muro che li separa e protegge dal resto della società. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria escalation giudiziaria nei confronti della società civile che in molti casi ha stravolto rapporti ed equilibri fra gli attori che la animano. Se la scuola boccia uno studente si ricorre al giudice che può ribaltare il verdetto accademico emesso dagli unici aventi il diritto-dovere di farlo,  riabilitandolo. Non c’è istituto o realtà che non subisca l’ intervento giudiziario: la famiglia, la sessualità, il lavoro, lo sport, la politica e la vita privata. Tutte realtà che dovrebbero invece essere regolate da princìpi. Soppiantare questi con le leggi porta allo Stato giudiziario che stabilisce e regola tutto attraverso esse. Si nascerà e si morirà secondo legge, come e quando legge comanda. Un altro aspetto essenziale che stabilisce la sovranità del principio è quello della interpretabilità, mentre esso non ne è soggetto, la legge sconta in maniera drammatica questa caratteristica. E siccome ad applicare la legge sono gli uomini, nulla è più facile del constatarne le difformità anche di fronte allo stesso crimine. Valga ad esempio il diverso trattamento per i delitti dei terroristi, sia fra loro stessi in base all’ ideologia che li ispira, che rispetto ad un omicida “laico”. E’ infatti frequente e legittimo che quest’ ultimo sconti qualche decina di anni di carcere per aver ucciso magari il proprio coniuge o un conoscente, mentre i primi, per vari e reiterati omicidi così detti politici, spesso si ritrovano liberi e con un lavoro intellettuale fra le mani, dopo appena qualche anno di galera, se nel frattempo non sono riusciti a fuggire verso quei paradisi politici sempre aperti e pronti ad ospitarli con ogni confort. La discrezionalità è dunque la discriminante che può fare di una legge uno strumento di potere mentre essa non ha alcuna possibilità di inficiare  la forza e la sacralità di un principio. Più princìpi e meno leggi è lo slogan della libertà.

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