Blog di Eligio Bartoli

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Eligio Bartoli

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Eligio Bartoli

GENITORI O NO PER SENTENZA.

Devo necessariamente ritornare sulla triste vicenda che ha coinvolto gli ormai famosi “genitori anziani” di Torino e la loro figlia legittima, tutti e tre vittime di quel vuoto morale e spirituale che sta uccidendo il mondo occidentale condannandolo ad un futuro (breve) di materialismo assoluto. Ci torno perchè, in contemporanea successione, è stato respinto il loro ricorso contro l’ espropriazione indebita (e “sovietica”) della loro figlia legittima, ordita e realizzata dalla divinità “politically correct”, e si sono verificate ripetute sentenze di “adottabilità” in favore di maschi pederasti, inutilmente travestiti da coppie di “genitori”. Non è una novità e chi mi legge lo sa benissimo, quanto abbia in odio lo Stato padrone, quell’ insieme di metastasi burocratiche che entrano in ogni casa, in ogni famiglia naturale, per metterle a soqquadro e normalizzarle secondo il pensiero unico e idiota corrente. Ed è contro questo mostro burocratico, che permette a dei semplici impiegati statali muniti di toga, che altro non è se non la tuta blu per i metalmeccanici o il camice bianco per il personale medico, di comportarsi come tanti “creatori”, normalizzatori e demolitori, che è obbligo sociale accendere i riflettori di una resistenza e di una opposizione politica, morale e spirituale assoluta. A chi eccepisce che due genitori in età avanzata non possano garantire il futuro della propria figlia rispondo che il sequestro espropriatore di questa è un atto di prepotenza ben più grave della presunta incertezza di futuro, è un atto che stabilisce  arbitrariamente un limite oltre il quale debba essere lo Stato burocratico a consentire o vietare paternità e maternità. E se fossero stati due maschi pederasti o due femmine lesbiche della medesima anzianità quegli stessi impigati statali in toga avrebbero agito allo stesso modo? La domanda è lecita e suggerita dalla superficialità e irresponsabile facilità con cui essi assegnano (in virtù di un potere legislativo usurpato) ignari e sfortunati bambini in adozione a binomi caricaturali dello stesso genere sessuale. Quale futuro possono garantire due entità riprodotte nel laboratorio mengheliano del politically correct a questi sfortunati figli? Usurpare il titolo di genitori e dispensarlo a piene mani a tavoli invaghiti di sgabelli che sognano di avere altri sgabellini o sediole, destinati ad ammalarsi di una  inguaribile zoppia mentale e a non trovare collocazione nell’ arredo di una società naturale, è un atto dio violenza inaudita del quale uiniche vittime sono questi figli giocattolo. Meglio anziani che innaturali rispondo io facendo  eco alla natura violentata e vilipesa dalla pazzia del politicamente corretto. Questo morbo mentale che attacca la famiglia, la bellezza e l’ armonia biologica, tentando di distruggerle per instaurare un mondo di macchiette, di caricature raccapriccianti, si giova anche della pubblicità,  serva del potere, che produce sempre più spot popolati da tali caricature. Persino per pubblicizzare un detersivo per lavastoviglie qualche mente malata è ricorsa alla mistificazione dei sessi dando ad un piatto un nome proprio femminile e ad una pentola quello proprio maschile per un dialogo domestico di sesso capovolto. Vi è tutto un enorme e lobotomizzato esercito al servizio die questa follia, e di esso la punta di diamante è rappresentata da quegli impiegati statali in toga che, forse immaginando di essere Dio, si esaltano in sentenze che mai, in una Nazione civile e democratica, avrebbero valenza di legge. Questi impiegati statali in toga rappresentano la scorciatoia per aggirare la via maestra secondo la quale ogni legge debba derivare da un Principio ad essa superiore e possa trovare luogo di nascita solo in un Parlamento democraticamente eletto, non nella stanzetta dei bottoncini che ogni Masaniello può ideare per se stesso. E’ aberrante condannare figli innocenti e inconsapevoli a morire senza aver vissuto in una famiglia naturale soltanto per soddisfare un capriccio, spacciato per presunto diritto, di due caricature a vivere una vita finta come una Commedia dell’ Arte. E’ aberrante perchè nella foga di trutelare un falso diritto se ne calpesta uno vero, legittimo e naturale, protetto da tutte le leggi e da tutti i Principi della natura. Purtroppo queste parole non raggiungeranno mai i padiglioni auricolari (nè tanto meno le coscienze) di questi impiegati statali con toga solo perchè in questo vllaggio primitivo comandato dallo stregone politically correct chi giudica non può e non deve essere giudicato, pena la scomunica e la radiazione dall’ ovile.

ITALIANAMENTE.

Siamo in piena guerra economica, religiosa, etnica e politica. L’ Italia, più di tutti a causa della congenita assenza di senso della Nazione, è in balia di quella folle teoria chiamata globalizzazione e multiculturalismo che in nessun altro Paese è riuscita a distruggere i sentimenti di sovranità nazionale, Patria e popolo. Tutte le popolazioni che la stanno invadendo mantengono inalterati i segni distintivi della loro cultura (quasi sempre sottocultura), della loro religione e della loro coesione etnica. L’ Italia non ha mai avuto tutto ciò. I suoi giullari politicanti fanno a gara per abbattere i capisaldi di una cultura e di una storia millenaria. L’ Italia è orfana di se stessa e come tale è ambita preda delle orde barbariche che possono avvalersi della complicità e del tradimento di quei collaborazionisti che per soldi e ideologia politica la vendono allo straniero. L’ altra ganascia della pinza globale che la sta frantumando è l’ UE dei burocrati più idioti che abbiano mai infestato quella Jungla chiamata mondo. E’ in atto una persecuzione politica e culturale voluta dalla nuova Prussia “kuloniana” della quale l’ UE è strumento e testo sacro. A fronte di ciò assistiamo ai penosi balletti di poltrone in una sinistra, purtroppo dominante, che si è arrogata fraudolentemente i ruoli di governo e di opposizione svuotando la democrazia fino a sterilizzarla. Cosa fare davanti all’ eterno avan spettaccolo delle baruffe chiozzotte orchestrate dai comunisti?  L’ unica via di salvezza è la nascita di un partito politico per l’ Italia, che rifiuti i riciclati e i camaleonti di professione. Un partito che ragioni ITALIANAMENTE ma non all’ italiana. Una formazione politica che ritrovi le radici cristiane, occidentali e libertarie ponendole alla base del suo programma. Qui non si tratta più di opporsi alla globalizzazione economica ma di fronteggiarla mantenedo inalterate le peculiarità della nostra Nazione. Solo gli imbecilli multiculturalisti di sinistra possono blaterare che globalizzazione significhi la perdita della propria storia della propria identità. Donald Trump sta semplicemente cercando di far capire questo agli USA, usati e gettati via dal folle disegno obamiano di una Nazione non più patria, non più famiglia, non più popolo. Quando Trump dice “…ospitiamo solo chi ci ama” non introduce un limite così detto razzista ma, finalmente, cancella l’ idiozia buonista, tutta sinistra, che vuole sottomettersi all’ Islam, al suo oscurantismo morale, economico e culturale. E’ necessario un partito politico che resusciti il senso di appartenenza nazionale morto già l’ indomani  dell’ unificazione risorgimentale.   Oggi siamo nella così detta “area euro” senza più la nostra moneta, la nostra sovranità politica, senza poter decidere come vivere ma solo come morire. Ci pensa la kulona a decidere ogni cosa, ci pensano i traditori appecoronati al dominio del quarto reich. Bisogna insorgere e risorgere ITALIANAMENTE, non all’ italiana come accaduto con quel bullo liceale fiorentino o quel marionetta super stipendiato sulla pelle dei disoccupati, o quel mortadella misuratore di piselli e banane.  La domanda è: ci sono in Italia menti preparate in grado di salvarla dal degrado in cui l’ ha scaraventata questa sinistra irresponsabile e profondamente ignorante le vere necessità degli italiani? Credo di si. E la sfida, non procastinabile, è far emergere questa terra sommersa, questo bacino di speranze per un presente che possa diventare futuro. Questa parte d’ Italia deve salvare l’ Italia intera dilaniata dal morbo comunista, da questi zombie che rifiutano l’ eterna sepoltura culturale dopo essere stati uccisi dalla storia e dopo aver contaminato il mondo con la peggiore delle ideologie politiche. ITALIANAMENTE ma non all’ italiana.

LEGITTIMA OFFESA.

La “vendetta” di Vasto (marito uccide l’ uccisore della moglie) è uno schiaffo sull’ ipocrita faccia  del teorema, politicamente corretto e falsamente pacifista, secondo cui sarebbe  inutile condannare chi delinque in quanto la sua pena non riporterebbe in vita la vittima del reato. In sintesi: se ti uccido ti chiedo scusa ed estranei più di prima. Alla luce di ciò  come classificare, o meglio, come spiegare e comprendere il gesto di quel povero marito? Essendo la nostra società governata da leggi, sempre deformabili, interpretabili ed adattabili alle convenienze del pensiero dominante, anzichè da Princìpi non edulcorabili, è necessario, come dicono i “parlatori di professione”, contestualizzare l’ accaduto ed analizzarlo liberi dal cretinismo buonista che vieta di farsi giustizia da soli, pur in evidente assenza di uno Stato di Diritto. Colui che è rimasto ucciso oggi è colui che ha ucciso ieri spezzando non solo la vita della innocente vittima della sua irresponsabilità (passare con il rosso è reato non solo per il codice stradale ma è soprattutto un atto temerario voluto e sprezzantemente compiuto con spirito di ribellione al dovere e al rispetto),  ma anche l’ universo familiare fatto di presente e futuro di una giovane coppia. Falciando l’ ignara donna (incinta) per provare il brivido idiota di una bravata, per altro molto in voga fra i decerebrati adolescenti viziati e con paghetta, il “ragazzo” ha falciato le esistenze di più persone che, reciprocamente, di tali esistenze si nutrivano riuscendo a vivere solo potendosi guardare negli occhi giorno dopo giorno.  In un istante e,  per colpa della  irresponsabilità di un “ragazzo”, tutto ciò è sparito. D’ improvviso quel marito, quell’ uomo, quel prossimo padre, si è trovato catapultato nella landa sconfinata e ostile della solitudine. La persona che amava e che per lui era bussola e ancora, spazzata via come un birillo del bowling da un adolescente che giocava a fare il bullo. Cosa c’è di strano dunque se quest’ uomo ha perso la testa avendo perso tutto ciò che la sua testa desiderava? Perchè meravigliarsi (ipocritamente) del fatto che la sua vita si sia fermata a quello schianto? Si dice fosse in cura da specialisti per ritrovare l’ equilibrio perduto. Cavolate politicamente corrette! La fisica dei sentimenti è identica a quella delle cose e se una colonna viene abbattuta anche il soffitto cade e con esso il tetto. Se poi alla perdita incolmabile corrisponde l’ impunità del colpevole che ha causato la perdita stessa ecco che il corto circuito diviene fatale e scatta quella molla primordiale, oggi delegittimata dal politicamente corretto e dalle leggi (addomesticabili) che, insieme, tentano di apporre una toppa peggiore del buco. Mi chiedo perchè tutti i perchè che sono rimbalzati nella mente di questo povero marito e uomo non abbiano valore, non significhino nulla rispetto alla sua reazione, troppo superficialmente, liquidata come giustizia sommaria o peggio, omicidio premeditato? C’è forse in giro qualche Solone, con toga o senza,  che possa negare di aver avuto desiderio di vendetta per presunti torti subiti? No, non c’è alcuno che possa giudicare questa azione “riparatrice” come mero reato di omicidio. Se si perde la ragione per la perdita della propria aspettativa di vita come si può essere giudicati semplicemente assassini freddi e vendicativi? Se comprendere significa andare oltre il perimetro fisico delle cose, non si può non affermare che l’ ucciso di oggi ha costruito la propria morte con il suo gesto irresponsabile e che senza questo, oggi una famiglia sarebbe serena e non avrebnbe conosciuto l’ abisso della disperazione. Quel che è fatto è reso, e senza dubbio ritengo molto più degna di comprensione e perdono la tragedia di quest’ uomo che ha smesso di vivere quando ha perduto la propria “vita”,  che non la vicenda, molto simile alle troppe storie di omicidi stradali impuniti che hanno per miserabili protagonisti drogati, ubriachi e semplici immaturi.

GIOCARE AD UCCIDERE.

I figli dei videogiochi,  della paghetta, del divieto di accesso nella loro camera, della “squola” come punto di “incontro” e non di studio, in sintesi, di questa società buonista, permissiva, idiota e ignorante, giocano ad uccidere come giocassero al tiro alla fune. Sono i mostri creati dal dissolvimento dell’ autorità e della funzione formatrice di genitori, professori, maestri, sacerdoti e di ogni altra figura di riferimento sociale. Sono gli orfani di quella “FAMIGLIA NAZIONALE” dentro la quale spesso volava qualche ceffone e la punizione educativa trovava la sua legittimazione nel costante richiamo al dovere, allo studio e all’ impegno, come sentire comune di ogni famiglia. Sono il frutto della desertificazione culturale imposta dai menestrelli della deresponsabilizzazione, da quei miserabili pazzi che hanno cancellato il Dovere ed esaltato il Diritto a tutto e subito, senza se e senza ma. Questi prodotti della fabbrica del nulla anti famiglia hanno cominciato ad uccidere i loro genitori  davanti al diniego dell’ auto “12 valvole”, poi sono passati allo sterminio familiare per accedere prima del tempo all’ eredità, e adesso, con una facilità ed un vuoto cerebrale sconvolgenti, soltanto perchè vengono rimproverati per scarso impegno scolatico o per uno stile di vita fuori dalle righe. Essendo morta e sepolta la “FAMIGLIA NAZIONALE” e con essa quel sentire comune che valeva per tutti e che perciò era riconosciuto ed accettato, questi orfani sociali, figli della famiglia allargata, devastata, delegittimata, e svuotata, vivono allo stato brado, insofferenti alla vita stessa e ad ogni assunzione di responsabilità. Sono selvaggi e violenti, abituati alla morte virtuale e a quella reale ormai entrata nella vita quotidiana con una “regolarità” studiata e voluta da questa abominevole società politicamente corretta. In questa giungla, nella quale ministri della Chiesa stuprano minori di entrambi i  sessi, ministri del governo e politicanti in genere rubano e depredano la cosa pubblica, semplici cittadini  si fingono invalidi per rubare una pensione, gli “eterni ragazzi” si sentono autorizzati ad uccidere chiunque, compresi i prorpi genitori, si frapponga fra loro e il godimento senza limiti della vita. In fondo una Nazione che ha il primato del debito pubblico, della corruzione politica e religiosa, della ideologizzazione di ogni rapporto umano, che nega l’ esistenza dei sessi e delle loro implicazioni morali e sociali, che nega la cultura in favore dell’ ignoranza globale, non può sorprendersi se le sue nuove generazioni si distinguono per “imprese” tragiche come quella dei due “ragazzi” di Mantova. Quei colpi d’ ascia sono il risultato delle politiche buoniste nei confronti della droga, delle stanze progressiste per drogarsi, della depenalizzazione dell’ uso “personale” di stupefacenti che, ipocritamente e scientificamente nega il teorema secondo cui la droga personale sia la cellula della droga nazionale.  Quei colpi d’ ascia sono stati inferti in concorso con quella ideologia politica che dal ’68 diffonde, senza sosta, il messaggio “uccidi tuo padre e sarai libero”. Quei due miseri sottosviluppati sono il succo dei frutti coltivati nell’ odio, nell’ invidia sociale che porta  alla appropriazione indebita e all’ esproprio proletario, che dal piano politico  sono penetrati, contaminandola, nella famiglia o quel che resta di essa. Questi colpi d’ ascia al proprio padre e alla propria madre sono la plastica rappresentazione di ribellione alla vita, alla sua spiritualità e al suo essere dono di Dio. Sono colpi inferti dall’ ateismo snob dei super deficienti che “pensano” e propugnano una vita fatta di soli bisogni, anzi diritti, materiali in nome di una “scienza” che tutto “spiega” e tutto, in realtà, nega. Sono i colpi d’ ascia inferti dal caos mentale spacciato per liberazione dell’ individuo.

LA PESTE BUROCRATICA.

Il decadimento mentale del singolo individuo, che assume rilevanza nazionale con il decadere della legge a succube  braccio amministrativo, è dovuto al dominio della burocrazia, cioè della quintessenza dell’ idiozia umana. Il burocrate è la negazione dell’ uomo filosofo, ragionatore, critico e fantasioso. In sintesi è la negazione dell’ intelligenza. Esso si pone al servizio dell’ appiattimento sociale,  è l’ ottuso sergente dell’ omologazione del pensiero, è il servo viscido delle dittature. E’ una comparsa che ambisce al ruolo di protagonista attraverso l’ eliminazione di questi. Burocrazia è mancanza di autogoverno della persona, è la montagna di norme che schiaccia la libertà quotidiana, è la nevrosi regolamentatrice tipica delle menti inferiori incapaci di concepire pensieri e che, giocoforza, ad essi oppongono regole e cavilli, pastoie e cervellotici labirinti normativi.  La decadenza generale che stiamo vivendo origina dalla burocrazia e di essa moriremo se l’ individuo pensante non si ribellerà al sistema burocratico che lo vuole incapace di pensare, sottomesso alla regola e privo di iniziativa.  Il burocrate è colui che appone sul flacone del detergente per pavimenti l’ etichetta altisonante di “presidio medico chirurgico” soltanto perchè nelle quote degli elementi costituenti si dice che svolga azione disinfettante.  Ora, la convinzione che i pavimenti soffrano di patologie tali da rendere necessario l’ impiego di “presidi medici chirurgici”,  può “germogliare” solo nella desertica crapa di un burocrate maniaco delle etichettature. Proprio come lo erano i nazi-comunisti che “denominavano” le vittime nei loro campi di concentramento con etichette alfanumeriche incise sulla pelle. Il burocrate è colui che attribuisce ad un detersivo per lavapiatti o lavabiancheria una “tecnologia” per combattere unto e macchie in luogo di un semplice processo chimico dovuto all’ azione di sostanze presenti nel prodotto. Sarebbe allora tecnologia anche l’ azione del disseccante cosparso sui campi in agricoltura. Il burocrate è quel pazzo che arriva ad immaginare la classificazione della famiglia in genitore 1 e genitore 2, procedura da estendere poi ai figli che se saranno maschi saranno tutti 1 e 2 se saranno femmine. Il burocrate è quel cretino che arriva a negare i due sessi affermando che trattasi di distinzione anti democratica e discriminatrice nei confronti di chi in essa non si riconosce.  E’ lo stesso che affermare che non esiste solo la Terra e il Cielo, o l’ acqua e il fuoco, ma che esistono stati fisici intermedi di essi: “fuocoacqua o Terracielo”, limbi nei quali “sicuramente” si può collocare chi è diverso.  E’ patetico vedere come questi idioti burocrati tentino di eludere la realtà per etichettare “nuovi” prodotti della natura come ad esempio gli omosessuali, che altro non sono se non maschi e femmine con anomalie psicofisiche che impediscono loro la “fruizione” (detto in burocratese)  naturale della sessualità. Il burocrate idiota va oltre la irrazionalità e si diverte a prendere per i fondelli chi è colpito da menomazioni fisiche. Ecco allora emergere dal liquame lessicale ideologizzato del burocrate espressioni come “normodotato” per indicare persona sana e normale, “ipovedente o non vedente” in luogo di cieco che appare politicamente scorretto, “ipodotato, portatore di handicap” per non dire paralitico o zoppo. In questa forsennata rincorsa alla negazione dei concetti di normalità e sanità il burocrate, sempre più cretino, pone in atto il bluff della “normalità” della anormalità, nella delirante convinzione che le infermità fisiche scompaiano semplicemente negandone l’ esistenza.  Coloro che ne soffrono sanno bene che non è così.  Nel teatrino dei burattini politicamente corretti vanno in scena raccapriccianti commediole ideologiche che poi opportunamente e prontamente vengono tolte dal “cartellone” per far posto ad un’ altra categoria più remunerativa per la tasca ed il seggio, ad esempio gli immigrati. Costoro d’ improvviso diventano rifugiati, richiedenti asilo politico e dunque burocraticamente intoccabili. Nuovi soggetti rispetto ai quali piegare la democrazia, l’ uguaglianza giuridica e la libertà personale, a basse e corrotte logiche di bottega. Tutti  valori che  devono scomparire per far posto all’ immigrato, rifugiato, richiedente asilo, che ha il diritto di viaggiare senza pagare il biglietto, ha diritto di stuprare perchè nei villaggi d’ origine si fa così, ha diritto di occupare case lasciate momentaneamente incustodite dal legittimom proprietario. Ha il diritto ad una paghetta quotidiana da finanziare con i soldi dell “Stato sociale” che così deve chiudere i rubinetti per gli italiani.   Tutto ciò è l’ affare del secolo per i partiti della non politica, per le cooperative catto-comuniste e clerico-comuniste. Miliardi di euro che transitano attraverso le maglie larghe del buonismo per finire, in gran parte, nelle tasche di faccendieri, burattinai e burattini. Il burocrate sguazza nel buonismo burocratico ed elargisce perfino servizi di assistenza psicologica a mani basse a questa immigrazione selvaggia rendendola pulizia etnica in danno dell’ Italia e degli italiani. Burocrazia erba parassita e peste sociale.

UN PO’ DI ITALIA S’E’ DESTA.

L’ invasione barbarica ha prodotto ciò che non occorreva essere veggenti da prevedere: la guerra civile combattuta cortile per cortile nella più miserabile assenza dello Stato di Diritto voluta da un Governo di avventurieri politicanti. Mentre le strade cominciavano a bruciare e il caos sociale montava, il capocomico organizzava comparsate in ogni dove declamando cretinerie sull’ aumento del Pil e sulla  ripresa economica, come in un tragico remake dei filmetti di partito sovietici girati in difesa dei fallimentari piani quinquennali comunisti.  A questo tizio non fregava niente se gli italiani oltre a perdere la casa, divorata dal fisco rosso, hanno cominciato a perdere anche il loro territorio, il loro Paese ricevuto in eredità dagli eroi risorgimentali.  A questo micro politicante interessava solo vincere il referendum Costituzionale ed avere mano libera grazie alla sotanziale soppressione del Senato  che sarebbe diventato uno stipendificio per nominati non eletti dalla gente. Per questo micro politicante togliere il diritto di voto agli italiani rappresentava una riforma epocale. Non per nulla un suo reggistrascico di partito ha definito il suffragio universale un problema all’ indomani della schiacciante vittoria di Trump voluta dalla stragrande maggioranza del popolo americano. Questo micro politicante è degno allievo di quel comunista “salito” al Colle dopo aver esaltato l’ invasione sovietica dell’ Ungheria ed aver poi vanificato il responso elettorale di due elezioni politiche italiane favorendo il formarsi di governi golpisti e fantocci. Questo micro politicante ha calpestato palcoscenici, volando a spese di tutti,  per fare l’ attaccamanifesti  della lobby del “Si” mentre nelle vie d’ Italia non si può più girare senza rischiare aggressioni da parte di clandestini super protetti e super coccolati a scopo di lucro cooperativo e clericale. Costui e l’ Italia sono sempre stati su due piani distinti e distanti. Costui si specchiava nella sua incapacità, inferiore solo alla sua presunzione, mentre l’ Italia di Cavour, di Garibaldi,  del sangue italiano risorgimentale, veniva ogni giorno di più divorata da fanatismo religioso e da cannibalismo etnico. Ma un pò d’ Italia s’è desta. Finalmente è cominciata la Resitenza all’ invasore raccomandato dai buonisti piegati a 90 gradi. Finalmente gli attributi dell’ italianità si sono stancati di essere percossi dal politicamnte corretto, e le marionette alfaniane vengono apostrofate pubblicamente come meritano. Questa parte d’ Italia che s’è desta è stata portatrice sana di quei milioni di “No” urlati in faccia al micro polticante e alle sue personali e pericolosissime ambizioni di potere. Con questi milioni di “No” abbiamo cacciato il dilettante privo delle basilari nozioni di cultura ed economia e ora con altrettanti milioni di “No” dobbiamo arrivare alla cacciata dell’ invasore e dei suoi collaborazionisti traditori.  Forza Italia!

DEMODRAMMA.

I Democratici,  coloro cioè che per  autodefinizione dovrebbero conoscere la regola prima della Democrazia ed accettare il responso del suffragio universale, sono sotto shock per la clamorosa ed inappellabile sberla rimediata alle elezioni presidenziali USA. A Roma direbbero “… e nun ce vonno sta”. Tanto rifiutano le regole della democrazia che stanno scendendo in piazza a fare il solito “casino progressista” frignando come viziatelli isterici ai quali qualcuno ha tolto il giocattolo prediletto. E già,  perchè per questi eterni contestatori la politica ed il Governo di una Nazione sono solo un gioco di potere nel quale se vincono loro trionfa la Democrazia ma in caso di sonora sconfitta, colui che li ha battuti e coloro che l’ hanno votato, sono da eliminare fisicamente.  Lo schiaffo elettorale li ha violentemente svegliati dal torpore di una sicura vittoria, cullati come erano dai canti delle sirene mediatiche, dai proclami dei giullari e buffoni di corte Holliwoodiani, dall’ appoggio incondizionato della lobby del politacally correct. Le elezioni dovevano essere una pura formalità che sancisse la loro stravittoria ed invece si sono rivelate la Waterloo più esemplare e bruciante.  Questo comportamento isterico rappresenta una novità nella politica americana e, alla consuetudine di riconoscere la propria sconfitta accettando il vincitore, si è sostituito lo psicodramma tutto “sinistro” della contestazione e del rifiuto della realtà. Ciò è senz’ altro il frutto di otto anni di Presidenza democratica fondati sulla narcisistica convinzione secondo la quale la perfezione abita nella sinistra e la dannazione è dimora dei Repubblicani. Esattamente ciò che succede in Italia: attori, cantanti, menestrelli della stampa, giullari della Tv, direttori d’ orchestra, architetti strapagati con soldi pubblici, marionette di ogni genere,  presunti scrittori e vignettisti tanto (poco) al chilo, indicano alle masse da essi ritenute incapaci, la via della “libertà” da tutto, specialmente dalla libertà. Questa è la sinistra ondivaga drogata di anti cristianesimo e insofferente solo ai simboli della cristianità: famiglia, fede e rispetto delle leggi naturali.   Questa è la sinistra invasata e ossessionata dal potere che pretende di riscrivere l’ ordine naturale, che nega i sessi, la spiritualità e la responsabilità dell’ individuo, facendone un idiota alla ricerca dello sballo mentale e della vanità esistenziale. E’ questa sinistra elitaria che si oppone al suffragio universale (solo quando la sconfigge)  e che sta portando l’ Occidente nel baratro di una decadenza irreversibile, o reversibile soltanto al prezzo di una guerra atomica. Trump ha fatto giustizia di tale patto scellerato e come un ciclone biblico ha spazzato via il Palazzo della demenza buonista. Adesso si deve riscostruire la società civile americana e Occidentale. Auguri e forza Trump.

“SENZA OLIO DI PALMA” E SENZA VERGOGNA.

Ogni spot pubblicitario di ultimissima generazione riguardante dolci e biscotti ripete il mantra “senza olio di palma” con l’ ossessione tipica di chi ha improvvisamente riscoperto l’ America. Così, da un giorno all’ altro, i target consumatori scoprono una “verità” nascosta per decenni: l’ olio di palma sarebbe d’ un tratto un killer alimentare. Ma come, fino ad oggi figurava trionfante in buona compagnia di conservanti ed edulcoranti nella lista degli ingredienti con l’ imprimatur di grasso vegetale “protettivo contro tutto” ed ora, senza una spiegazione scientifica, senza il minimo accenno a mea culpa per errori trascorsi, diventa sibillinamente nocivo in totale assenza di specifiche e verificate “accuse”? E’ sufficiente ripetere come idioti “senza olio di palma” per conferire all’ ingrediente la qualifica di nemico della “nuova” alimentazione. La cretineria dell’ advertising colpisce ancora, come ha fatto con l’ altro slogan-mantra, tanto caro agli ambientalisti da pianerottolo e agli igienisti alimentari per sentito dire, “no OGM”. Senza il minimo dibattito o studio scientifico vengono ripresi questi slogans politico-alimentari e vengono “suonati” incessantemente fino a che le fragili meningi della coscienza collettiva non ne rimangono frantumate e tutti, come soldatini, all’ atto di acquistare un prodotto a ricercare la fatidica espressione “senza olio di palma”. E’ insopportabile essere presi per cretini da cretini forti soltanto di una furbizia “istituzionalizzata” dal politically correct, da questa cancerogena dottrina del dire senza dire e senza sapere ma sapendo bene di fregare i tanti ignari e creduloni. Siamo al paradosso pubblicitario per cui non avendo da enfatizzare qualcosa di nuovo nei prodotti si enfatizza la mancanza “miracolosa” di qualcosa che c’è sempre stato. E’ come dire al comsumatore: compra idiota, compra questa falsa novità come hai sempre comprato qualunque cosa ti sia stata  “consigliata” fino ad oggi.  Ecco, gli idioti siamo noi che non ci rivoltiamo contro i profeti del “senza olio di palma”, del “no OGM”, del “lavorare meno lavorare tutti”, del “tassa e spendi”.  Senza olio di palma e senza vergogna.

SESSO DEMOCRATICO.

Donald Trump è sotto il tiro incrociato dei moralisti con la memoria corta, i politicamente scorretti  del politically correct. Secondo costoro  il sessista è lui solo, è lui il mostro nemico delle donne e autore di frasi oscene. Dimenticano, anzi fingono di dimenticare, i trascorsi del democratico Clinton che si baloccava con giovani stagiste negando le sue imprese persino davanti al Congresso Americano. La sua mogliettina dimentica i vestiti bagnati dallo sperma presidenziale che impetuoso scorreva sulle ragazze assogettate da cotanta carica istituzionale.  Nemmeno un dubbio che ciò fosse comportamento sessista, vero Hillary dall’ aria un pò svanita? E che dire del trio Kennedy? Il Presidente John risultava noto per il suo “usa e getta” sessuale quasi nevrotico e compulsivo, figlio di una eiaculazione precoce forse vissuta come inconscio disprezzo per le donne. Il Ministro delle Giustizia Robert pare si alternasse a lui nella “comproprietà sessuale”  della “divina” Marylin. Senza dimenticare la segretaria Mary Jo Kopecne “opportunamente” morta poi in un incidente stradale dalla misteriosa dinamica insieme al figlio che aspettava.  Chi fosse il padre si può anche immaginare.  Da ultimo l’ eterno Senatore Edward, il Ted straripante vitalità erotica, la cui mogliettina Ethel, a causa di ciò, pare abbia vissuto coniugata più con la bottiglia di ottimo wisky che con lui, fra un tentativo di suicidio e l’ altro.  Questi eroi democratici non erano sessisti, per carità!  Erano coperti dalla falsa vernice del politically correct che non vale però per Trump come da noi non è valsa per Berlusconi ma per Marrazzo si, il quale ebbe anche a pontificare sulla superiorità dei trans rispetto alle donne.   I sinistri, autodefinitisi democratici, sono uguali su entrambe le sponde dell’ Atlantico e nascondono il loro vuoto politico e la manifesta incapacità di governare dietro la cortina fumogena dei presunti scandali sessuali altrui  essendo i loro benedetti dall’ ipocrisia. Trump sarà anche improvvido e superficiale come lo sono tutti i maschi, siano essi ricchi o poveri, ma almeno ha il coraggio di una linea politica di rottura rispetto alla totale sottomissione all’ islam che trova nella Clinton una impressionante sintesi di incapacità e pochezza estetica. Trump vuole, ridare agli Usa il ruolo di guida del mondo occidentale. Vuole una Nazione nella quale i parassiti siano minoranza estrema e non tracotante maggioranza, al di sopra delle leggi, come accade oggi nell’ Italia dei buonisti, dei sinistri pacifisti, razzisti verso l’ italinaità, la Santa Croce e verso tutti i simboli della Cristianità. Trump si sente Americano e non diversamente islamico come appare l’ attuale presidente degli Usa e la sua ex rivale “non adatta alla Presidenza”, ex Segretario di Stato con l’ hobby delle email, ex moglie-presidentessa del “non sessista”  Clinton, e ora pretesa salvatrice di una Patria che grazie a lei rischia di non esserci più. Trump è americao, e per questo è un nemico del politically correct come da noi lo è essere Italiano. Dio tenga accesa la fiaccola della libertà, la luce della quale illumini l’ orizzonte degli Americani nelle  prossime elezioni che saranno il momento della verità mondiale.

MATERNITA’ MATURA.

Nell’ ottica della recrudescenza maschilista, in verità sopita solo politicamente e artificiosamente per un breve periodo a beneficio della sinistra in chiave anti famiglia naturale, le reazioni agli ultimi casi di maternità in età matura dipingono il quadro di ignoranza esposto nella galleria mondiale del politically correct e della demenza ipocrita. Qualche medico  (che ignora il comandamento “… cura te stesso”) e tanta manovalanza mediatica sono arrivati a definire contronatura tali maternità mentre dagli stessi ignobili soggetti sono ritenute naturali le unioni omosessuali e la contestuale condanna  a vita per i minori consegnati d’ ufficio ad esse. La manovalanza omomaschilista al soldo del politically correct urla in faccia alle donne eterosessuali tutto lo “sdegno” e la condanna per queste maternità mature salvo passare sotto silenzio maternità e paternità surrogate, altrettanto mature, di omosessuali e quelle etero di facoltosi maschi anziani, e anche vecchi, purchè personaggi intoccabili. La lista di sessantenni ed oltre che  comprano uteri giovani per giocare a fare i nonni-padri è lunga e variegata ma nessuna voce si è mai levata dal coro delle vestali perchè il maschio può tutto, specie se è un attore, un politico, un intoccabile insomma. Per lui e per quelle caricature di mogli-maschi e mariti-femmine non è contro natura acquistare figli al supermercato del politically correct. Essi tutto possono e a tutto hanno diritto, basta esibire la tessera del clan degli ipocriti dei nuovi creatori del genere umano. Misera umanità moralista nella quale spiccano eminenze religiose che infliggono penitenze nel confessionale, eminenze giuridiche che condannano dagli alti tribunali, eminenze scientifiche e politiche che pontificano dai pulpiti della pretesa superiorità, mentre nel privato praticano pedofilia omo ed eterosessuale, nel “rispetto” categorico del “loro” concetto di natura. E’ solo la donna eterosessuale che partorisce oltre i cinquanta anni a commettere un delitto contro natura secondo la filosofia dell’ arroganza e dell’ ignoranza maschilista.

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