Blog di Eligio Bartoli

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“SENZA OLIO DI PALMA” E SENZA VERGOGNA.

Ogni spot pubblicitario di ultimissima generazione riguardante dolci e biscotti ripete il mantra “senza olio di palma” con l’ ossessione tipica di chi ha improvvisamente riscoperto l’ America. Così, da un giorno all’ altro, i target consumatori scoprono una “verità” nascosta per decenni: l’ olio di palma sarebbe d’ un tratto un killer alimentare. Ma come, fino ad oggi figurava trionfante in buona compagnia di conservanti ed edulcoranti nella lista degli ingredienti con l’ imprimatur di grasso vegetale “protettivo contro tutto” ed ora, senza una spiegazione scientifica, senza il minimo accenno a mea culpa per errori trascorsi, diventa sibillinamente nocivo in totale assenza di specifiche e verificate “accuse”? E’ sufficiente ripetere come idioti “senza olio di palma” per conferire all’ ingrediente la qualifica di nemico della “nuova” alimentazione. La cretineria dell’ advertising colpisce ancora, come ha fatto con l’ altro slogan-mantra, tanto caro agli ambientalisti da pianerottolo e agli igienisti alimentari per sentito dire, “no OGM”. Senza il minimo dibattito o studio scientifico vengono ripresi questi slogans politico-alimentari e vengono “suonati” incessantemente fino a che le fragili meningi della coscienza collettiva non ne rimangono frantumate e tutti, come soldatini, all’ atto di acquistare un prodotto a ricercare la fatidica espressione “senza olio di palma”. E’ insopportabile essere presi per cretini da cretini forti soltanto di una furbizia “istituzionalizzata” dal politically correct, da questa cancerogena dottrina del dire senza dire e senza sapere ma sapendo bene di fregare i tanti ignari e creduloni. Siamo al paradosso pubblicitario per cui non avendo da enfatizzare qualcosa di nuovo nei prodotti si enfatizza la mancanza “miracolosa” di qualcosa che c’è sempre stato. E’ come dire al comsumatore: compra idiota, compra questa falsa novità come hai sempre comprato qualunque cosa ti sia stata  “consigliata” fino ad oggi.  Ecco, gli idioti siamo noi che non ci rivoltiamo contro i profeti del “senza olio di palma”, del “no OGM”, del “lavorare meno lavorare tutti”, del “tassa e spendi”.  Senza olio di palma e senza vergogna.

SESSO DEMOCRATICO.

Donald Trump è sotto il tiro incrociato dei moralisti con la memoria corta, i politicamente scorretti  del politically correct. Secondo costoro  il sessista è lui solo, è lui il mostro nemico delle donne e autore di frasi oscene. Dimenticano, anzi fingono di dimenticare, i trascorsi del democratico Clinton che si baloccava con giovani stagiste negando le sue imprese persino davanti al Congresso Americano. La sua mogliettina dimentica i vestiti bagnati dallo sperma presidenziale che impetuoso scorreva sulle ragazze assogettate da cotanta carica istituzionale.  Nemmeno un dubbio che ciò fosse comportamento sessista, vero Hillary dall’ aria un pò svanita? E che dire del trio Kennedy? Il Presidente John risultava noto per il suo “usa e getta” sessuale quasi nevrotico e compulsivo, figlio di una eiaculazione precoce forse vissuta come inconscio disprezzo per le donne. Il Ministro delle Giustizia Robert pare si alternasse a lui nella “comproprietà sessuale”  della “divina” Marylin. Senza dimenticare la segretaria Mary Jo Kopecne “opportunamente” morta poi in un incidente stradale dalla misteriosa dinamica insieme al figlio che aspettava.  Chi fosse il padre si può anche immaginare.  Da ultimo l’ eterno Senatore Edward, il Ted straripante vitalità erotica, la cui mogliettina Ethel, a causa di ciò, pare abbia vissuto coniugata più con la bottiglia di ottimo wisky che con lui, fra un tentativo di suicidio e l’ altro.  Questi eroi democratici non erano sessisti, per carità!  Erano coperti dalla falsa vernice del politically correct che non vale però per Trump come da noi non è valsa per Berlusconi ma per Marrazzo si, il quale ebbe anche a pontificare sulla superiorità dei trans rispetto alle donne.   I sinistri, autodefinitisi democratici, sono uguali su entrambe le sponde dell’ Atlantico e nascondono il loro vuoto politico e la manifesta incapacità di governare dietro la cortina fumogena dei presunti scandali sessuali altrui  essendo i loro benedetti dall’ ipocrisia. Trump sarà anche improvvido e superficiale come lo sono tutti i maschi, siano essi ricchi o poveri, ma almeno ha il coraggio di una linea politica di rottura rispetto alla totale sottomissione all’ islam che trova nella Clinton una impressionante sintesi di incapacità e pochezza estetica. Trump vuole, ridare agli Usa il ruolo di guida del mondo occidentale. Vuole una Nazione nella quale i parassiti siano minoranza estrema e non tracotante maggioranza, al di sopra delle leggi, come accade oggi nell’ Italia dei buonisti, dei sinistri pacifisti, razzisti verso l’ italinaità, la Santa Croce e verso tutti i simboli della Cristianità. Trump si sente Americano e non diversamente islamico come appare l’ attuale presidente degli Usa e la sua ex rivale “non adatta alla Presidenza”, ex Segretario di Stato con l’ hobby delle email, ex moglie-presidentessa del “non sessista”  Clinton, e ora pretesa salvatrice di una Patria che grazie a lei rischia di non esserci più. Trump è americao, e per questo è un nemico del politically correct come da noi lo è essere Italiano. Dio tenga accesa la fiaccola della libertà, la luce della quale illumini l’ orizzonte degli Americani nelle  prossime elezioni che saranno il momento della verità mondiale.

MATERNITA’ MATURA.

Nell’ ottica della recrudescenza maschilista, in verità sopita solo politicamente e artificiosamente per un breve periodo a beneficio della sinistra in chiave anti famiglia naturale, le reazioni agli ultimi casi di maternità in età matura dipingono il quadro di ignoranza esposto nella galleria mondiale del politically correct e della demenza ipocrita. Qualche medico  (che ignora il comandamento “… cura te stesso”) e tanta manovalanza mediatica sono arrivati a definire contronatura tali maternità mentre dagli stessi ignobili soggetti sono ritenute naturali le unioni omosessuali e la contestuale condanna  a vita per i minori consegnati d’ ufficio ad esse. La manovalanza omomaschilista al soldo del politically correct urla in faccia alle donne eterosessuali tutto lo “sdegno” e la condanna per queste maternità mature salvo passare sotto silenzio maternità e paternità surrogate, altrettanto mature, di omosessuali e quelle etero di facoltosi maschi anziani, e anche vecchi, purchè personaggi intoccabili. La lista di sessantenni ed oltre che  comprano uteri giovani per giocare a fare i nonni-padri è lunga e variegata ma nessuna voce si è mai levata dal coro delle vestali perchè il maschio può tutto, specie se è un attore, un politico, un intoccabile insomma. Per lui e per quelle caricature di mogli-maschi e mariti-femmine non è contro natura acquistare figli al supermercato del politically correct. Essi tutto possono e a tutto hanno diritto, basta esibire la tessera del clan degli ipocriti dei nuovi creatori del genere umano. Misera umanità moralista nella quale spiccano eminenze religiose che infliggono penitenze nel confessionale, eminenze giuridiche che condannano dagli alti tribunali, eminenze scientifiche e politiche che pontificano dai pulpiti della pretesa superiorità, mentre nel privato praticano pedofilia omo ed eterosessuale, nel “rispetto” categorico del “loro” concetto di natura. E’ solo la donna eterosessuale che partorisce oltre i cinquanta anni a commettere un delitto contro natura secondo la filosofia dell’ arroganza e dell’ ignoranza maschilista.

REFERENDUM: MILLE VOLTE NO!

Alla fine la sinistra ideologico-salottiera si è dovuta piegare alla Costituzione e ha dovuto fissare la data per la celebrazione del referendum confermativo da essa odiato e storicamente considerato inutile esercizio di democrazia dal basso essendo “finalmente” l’ Italia dominata da una elite snob e profondamente razzista nei confronti del suffragio universale. Ora tocca alle menti libere liberare l’ Italia dalla micidiale morsa del politicamente corretto, dalla spocchia intellettuale di quattro cialtroni che si sentono superiori alle masse e  ritengono  che esse debbano essere governate dall’ alto, da quella “borghesia rossa” furba e falsa che dopo averle usate come teste d’ ariete per raggiungere il potere non  riconosce loro nemmeno la capacità di votare. Tocca alle menti libere, ai non salariati di partito, impedire l’ abbattimento di due capisaldi della democrazia: Parlamento elettivo e suffragio universale. Perchè è di ciò che si tratta, è ciò che la “riforma” sinistra vuole ottenere, al di là della chiacchiere su presunti risparmi di spesa pubblica e su modernizzazioni sociali che essa è strutturalmente incapace anche solo di pensare. Nessuna democrazia al mondo prevede un Senato nominato da altri poteri politici quali Comuni e Regioni. Il tentativo di golpe rosso strisciante è palese e perfettamente in linea con quanto, solo più cruentemente, già fatto dal comunismo sovietico e dal fascismo nostrano. La prima mossa dei regimi dittatoriali rossi e neri è sempre stata la chiusura o la sterilizzazione del Parlamento, con conseguente attribuzione al partito di ogni facoltà e potere legislativo. Il pierino fiorentino deve averne sentito parlare durante i suoi trascorsi giovanili nelle stanze delle chiacchiere e ne deve essere stato fulminato e affascinato tanto da immaginarsi Duce o “Lider maximo”, che è lo stesso, della povera Italia ormai malata terminale di sessantottismo. Egli stesso, il pierino fiorentino, è l’ immagine reale di questi progetti extraparlamentari: infatti il suo deretano occupa la poltrona di Presidente del Consiglio senza il passaggio elettorale, il fondamentale vaglio della democrazia, essendo stato lì posto da unilaterale decisione di un suo compagno di partito o bottega. La faccia tosta di cui sono dotati i derivati marxisti, che al pari di quelli finanziari sono autentiche metastasi antidemocratiche, li porta a spacciare per riforme istituzionali clamorosi progetti di dittatura ad opera di una “elite” di “pensatori” nei confronti di una popolazione ritenuta ignorante e incapace di autodeterminarsi. Ed ecco allora spacciare l’ eliminazione del CNEL, carrozzone di tutte le repubbliche già “soppresso” in almeno quattro o cinque leggi finanziarie, come immenso risparmio di denaro pubblico. E’ la tipica capriola del politicamente corretto che mentre vieta il fumo perfino nei giardini pubblici ne getta infiniti nuvoloni mediatici e propagandistici negli occhi delle masse declassate così da “critiche” ad acefale. Il coro delle voci rosse è numerosissimo e contempla quell’ imprenditoria che da sempre fa affari con la sinistra “anticapitalistica”, quei salottieri con la bocca a culo di gallina, sempre pronti a rispondere alla chiamata ideologica che porta nelle loro capitalistiche saccocce milioni di euro, notorietà televisiva, premi Nobel e letterari. Questo è il fronte del sì allo svuotamento parlamentare e alla nascita del comitato di salute pubblica che, esso solo, sa quali siano i bisogni, i desideri e i sogni di tutti ed esso solo decide chi abbia il diritto di soddisfarli. A questo fronte di oligarchi e di prepotenti deve opporsi il fronte del NO, ultimo baluardo in difesa della moribonda Democrazia. Esso deve smascherare e vincere l’ ennesimo cavallo di Troia politico, questa falsa riforma istituzionale attraverso cui la sinistra vuole espugnare la fortezza della democrazia eretta su un Parlamento elettivo e libero e sul suffragio universale. Non incantino le misere storielle sul risparmio di soldi pubblici e sul rinnovamento istituzionale perchè quando la sinistra sbandiera risparmi mira solo a togliere servizi come nella Sanità e nella scuola; e in questo caso vuol togliere di mezzo il servizio essenziale per una Nazione: la democrazia garante della libertà.  Se davvero il pierino fiorentino avesse cercato il risparmio di spesa pubblica lo avrebbe trovato nella drastica diminuzione di parlamentari e nella diversificazione delle funzioni legislative delle due Camere ponendo fine al ping pong di leggi e mentenendone l’ elettività con il voto di tutti esteso anche all’ elezione del Presidente della Repubblica. Tutto ciò era già contenuto nella riforma istituzionale varata dal Governo di centro destra e bocciata dal referendum confermativo condotto dalla sinistra. Questa  avrebbe davvero comportato risparmio e modernità nel rispetto della Costituzione, ma si sa non sono questi gli obbiettivi della sinistra, male oscuro universale. Mille volte NO ad un aborto istituzionale. Mille volte NO alla fine del Parlamento italiano nato dal Risorgimento e sopravvissuto al fascismo. Mille volte NO lo grida l’ intelligenza.

MINI GONNA MAXI DONNA.

Il corpo della donna, che è doveroso ribadirlo non è un corpo di reato checchè ne dicano i parrucconi di ogni clero o setta religiosa che sia, è sempre più il campo di battaglia sul quale si combatte la millenaria guerra fra civiltà e  ignoranza. E’ recente la notizia, apparsa su vari quotidiani,  del ferimento di una ragazza, colpevole di indossare la mini gonna, da parte del di lei fratello-padre-padrone-primitivo.  Episodi come questo denunciano, se ancora ve ne fosse bisogno, il livello di inciviltà che caratterizza ancora oggi il rapporto esistenziale fra la donna e il sesso maschile, poichè parlare di uomo quale sua controparte appare utopistico. E dimostrano quanto la donna resti confinata nel ghetto della “tutela sociale obbligatoria” da parte dello Stato, della famiglia-Stato e perfino dell’ economia. Mi astengo dal trattare le condizioni di vita della donna in quelle realtà dominate dalla spirale politico-religiosa rivelatasi nei secoli pozione socialmente devastante e velenosa, per non andare indietro nel tempo oltre l’ Età della pietra e mi riferisco invece al mondo che mi interessa, quello occidentale, capace se non altro di accogliere sparute avanguardie filisofiche che si battono per la liberazione dell’ individuo, non solo donna, dall’ ignoranza, dalla prevaricazione e dalla violenza sociale. E’ a questo Occidente ancora colpevolmente adolescenziale, immaturo ed ottuso, che urlo in faccia il mio disprezzo quando i suoi maschi padroni, privi di quoziente intellettivo, trovano il modo di rendersi protagonisti così miserabilmente. E’ a questo Occidente economicamente obeso e moralmente digiuno che rimprovero il persistere dell’ assenza di civiltà nei confronti della donna quasi fosse una forma di vita aliena, ad esso incomprensibile, capitata per caso sul nostro pianeta. Il dato drammatico è che sono tante anche le donne, o più propriamente persone di sesso femminile,  che odiano e non comprendono se stesse nelle società occidentali. Conosciamo bene le ragioni che hanno originato tale stato di cose ma è in quale modo sostituire con materia grigia il liquame che abbonda nel cranio di Adamo a rapprsentare la sfida, apparentemente impossibile da vincere, della civiltà contro l’ igoranza. Sono i suoi discendenti che tengono prigioniere le figlie di Eva, è l’ idiozia genetica del maschio che impedisce il rapporto paritario e dignitoso fra i due sessi. Quando vedo pensionati flaccidi e sdentati “rimorchiare” ragazze schiave che si prostituiscono, quando sento penosi vegliardi lamentarsi della vecchiaia e del declino fisico delle loro mogli, ignorando di essere loro stessi molto più malconci, capisco drammaticamente che il maschio ha pochissime speranze di diventare uomo. Un pò come accade a quei deficienti che giocano con il fucile  a fare i soldatini o i “rambo”nonostante per loro sia giunta l’ ora di fare pace con la vita e tentare di riscattare con una dignitosa vecchiaia un’ esistenza trascorsa restando bamboccioni idioti ed inespressi. Per queste teste vuote la mini gonna è un sogno erotico se ad indossarla sono le “altre” ma diviene simbolo del male se guarnisce le gambe e i fianchi  delle loro mogli-figlie-sorelle-madri tutte bisognose di tutela mascolina. L’ estetica, la bellezza e la libertà sono per le menti evolute che vivono un rapporto equilibrato con lo spirito, non sono certo per i masticatori inconsapevoli di vita, per i malati di ignoranza, per quelli che devono ghermire tutto ciò che vedono ma sono incapaci di guardare. Sono i brutti dentro e fuori che odiano la donna in mini gonna, sono come le suole delle scarpe che non distinguono un fiore dallo sterco e calpestano entrambi con indifferenza. Questi viandanti inconsapevoli, queste metastasi sociali albergano nelle aule parlamentari, in quelle di Giustizia, nei seminari ecclesiastici, nelle famiglie e nelle scuole, possedendo in comune mani e menti untuose che vedono il male ovunque e sporcano qualunque cosa tocchino.

CRETINI DI SUCCESSO.

Ho un’ avversione totale verso questa diffusissima sottospecie della razza umana. L’ ho maturata già fra i banchi della mia classe mista alle elementari fra i quali svolazzava il classico beota raccomandatello che faceva strage degli encomi a pagamento elargiti dalla maestra e dei cuori di quelle ninfette che, già in tenera età, avevano ben chiaro cosa fosse un buon partito idiota. Da allora ne ho incontrati a schiere e ne ho visti salire la scala sociale grazie alle doti innate di incapcità, scarsa intelligenza e aspetto fisico mediamente rivoltante. Per loro, per i cretini di successo, pare sia stato ribaltato l’ ordine naturale delle cose e grazie alla duttilità di coscienza, alla bavosa versatilità e alla mancanza assoluta di scrupoli, li si vede piazzati ai vertici politi e istituzionali come a quelli del giornalismo e dello spettacolo. Sono i cretini di successo, poco più che alfabetizzati, a condurre la danza pur privi come sono di ogni nozione “musicale e coreografica” di base.  La politica rappresenta il palcoscenico ideale per questi giullari disposti a tutto pur di fare facili guadagni e pur di soddisfare la loro sete di potere. Giurano e spergiurano con la naturalezza con cui (purtroppo) respirano. Sono inclini al tradimento ideologico, all’ opportunismo carrieristico e si passa dall’ essere loro nemici ad essere loro amici, e viceversa, in un batter di ciglia. Sono dotati di un fiuto particolare per il loro tornaconto e, flessibili come vermi, riescono ad introdursi in ogni pertugio così come ad uscirne. In “arte” si chiamano assessori, consiglieri, deputati, senatori, presidenti, ministri e primi ministri. Li si riconosce sempre dal loro aspetto grigio e vecchio anche a trent’ anni, odorano di ignoranza tutti alla stessa maniera, pontificano sul nulla che possiedono in abbondanza, al pari di pance prominenti, pelle flaccida e colli taurini. Si usa dire “faccia da prete” per descrivere un certo tipo ma si potrebbe dire anche “faccia da politicante” ed essere ancora più precisi ed incisivi di un bisturi. Il fenomeno è trasversale, direi super partes, ed accomuna peppono bolscevichi, sepolcri imbiancati moderati, podestà camerati e masanielli d’ assalto (al denaro pubblico) dell’ ultim’ ora, tutti nella stessa cesta dei panni sporchi ribelli ad ogni sorta di bucato. Il mondo è nelle loro mani e in tal senso la globalizzazione è sempre esistita già da secoli prima ancora che se ne coniasse il termine. Se la felicità è dei pazzi la celebrità è dei cretini di successo, i soli che possano garantire che il mondo non cambi mai, che regnino sempre ignoranza, guerre, fame e povertà. Esistono (purtroppo) per questo e sono imbattibili qualunque sia la loro razza o credo religioso: metastrasi trasversali non estirpabili.

FROCI E ANCHE CRIMINALI.

Il fetido lezzo del politically correct rende sempre più irrespirabile l’ aria di questa sventurata Nazione caduta sotto il suo abominevole dominio. Le bombole d’ ossigeno della cultura, della eterosessualità, della civiltà, della libertà e della normalità sono ormai quasi totalmente esaurite tanto che istituzioni politiche e media conniventi si scagliano contro un titolo giornalistico colpevole di  definire froci e pervertiti i miserabili artefici dell’ ennesimo monumento alla divinità pederasta.  E’ accaduto che un gruppuscolo vile e frocio per autodefinizione abbia aggredito e violentato un diciassettenne diffondendo poi sulla rete, per ulteriore sfregio, le immagini dell’ eroica impresa. Il Giornale Cronache del Salernitano ha riportato la notizia titolando l’ articolo con le parole “blasmene” di froci e pervertiti.  Apriti cielo!  Le vestali buoniste capeggiate dalla presidente della camera (delle chiacchiere) si sono subito allineate e messe in corteo formando il codazzo di protesta radical chic nel quale non potevano mancare l’ Espresso (servito in tazzine d’ amianto?) e il (dis) Ordine dei giornalisti sempre pronto a scattare sull’ attenti quando nulla c’è da dire di serio. Queste crape salottiere hanno il compito politico ideologico di spostare il fatto dal piano penale, criminale e di devianza omosessuale, a quello meramente semantico riducendolo al solito sterile dibattito salottiero nel quale le bocche atteggiate ad orifizio anale di gallina si scandalizzano per l’ uso dei due termini di cui sopra.  Non si parla della violenza e del fatto in sè ma della “violenza” dei due termini. Ma se la vittima dell’ aggressione omosessuale fosse stata un loro pargolo intoccabile sarebbero stati così solerti avanguardisti di partito ugualmente? Presumo di no. Avrebbero probabilmente fatto come il comunista Rizzo che, durante una puntata di Porta a Porta di qualche anno fa,  pontificava che nessuno aveva diritto di farsi giustizia da sè ma che, sollecitato da Bruno Vespa  sulle sue reazioni in caso di aggressione domestica, sbottava in un “io gli strapperei gli occhi” per nulla buonista e politicamente corretto. Dunque questi frequentatori altalenanti della sinistra, buonista con assassini, terroristi, froci e pervertiti ma “cattivista” con chi da queste masnade si difende, quando li si tocca diventano reazionari e persino nazifascisti. E’ la coerenza di chi non avendo un progetto politico realizzabile e degno di questa definizione, sia in senso sociale che di civiltà ma possedendo solo nozioni di comunismo, da chi scrive considerato male incurabile, cavalca il politically correct salvo poi rinnegarlo se solo ne sfiora l’ orticello. A tal segno, direbbe il Manzoni, è giunta l’ ipocrisia e l’ ignoranza di casta! Non si giudica, prendendone le dovute distanze, il crimine commesso da quei froci e pervertiti ma si intavola una tenzone fra galline e capponi da una parte e la civiltà giuridica e liberale dall’ altra solo per l’ uso giornalistico di due termini sacrosanti presenti nella lingua italiana e da nessuno accusabile di essere omofoba. Di quel ragazzo martoriato, della sua psiche violata e distrutta, della sua dignità infangata da froci pervertiti e criminali, a queste crape diversamente pensanti non può fregar di meno. Politaccly correct cancro universale.

UNA NUOVA LEPANTO.

Se è vero che “la morte non sia il peggior di tutti i mali ma sollievo da dolori” è altrettanto vero che la maggior onta non sia perdere la vita per mano di questi vigliacchi, di questi primitivi, di queste schegge paleolitiche, ma sia essere toccati e violati da simili sottosviluppati che, se paragonati, dànno ai cassonetti dell’ immondizia la dignità di salotto chic. E’ infatti da oltre 10 secoli che il Medio Oriente guarda con occhi iniettati di sangue l’ Occidente il quale fin quando è stato la culla e la casa della civiltà, non ha dato  scampo alle sue mire egemoniche. Ma ora a “governare” l’ Occidente c’è il buonismo dei dementi profeti del politically correct, le sue cariche istituzionali sono “okkupate” da caricature politiche, da mezze figure che si sentono artefici dell’ evoluzione multiculturalista, espressione vuota e altisonante che nasconde il purtroppo concreto e pieno caos mondiale oltre alla certa prospettiva di guerra totale. La strategia politica dei buonisti italiani, sempre primi nel calarsi le braghe, viene enunciata ancor più chiaramente attraverso le dichiarazioni di “timonieri” raccapriccianti quali il ministro dell’ Interno o il presidente della Camera (delle chiacchiere). Il teorema congiunto e convergente sarebbe: non aiutare economicamente gli italiani bisognosi  e disseminare  nei piccoli paeselli del fu Bel Paese clandestini a volontà, titolari di ogni privilegio. Ma come sono buonisti costoro che vivono in ambiente asettico con scorta e rendita parlamentare pagate dagli italiani che lavorano! Quanto è facile esserlo vivendo al di sopra dei problemi e della realtà quotidiana! E’ a causa di questi indefiniti graffiti paleolitici che l’ Europa è alla mercè di canaglie socialmente analfabete, di immondi foruncoli di ignoranza che infettano mortalmente il tessuto sociale occidentale. E’ a causa di questi politicanti che i discendenti dell’ Impero romano, di Dante, di Leonardo, di Michelangelo, del Foscolo e del Manzoni. vengono oggi uccisi, violentati e derisi dall’ orda, rimasta barbarica come 12 secoli fa.  Lepanto chiama, anzi urla, alla raccolta e il primo bersaglio della nuova Lepanto deve essere il politically correct, il buonismo idiota degli idioti buonisti per poi ricacciare lontano dai confini della civiltà i terroristi cavernicoli. La nuova Lepanto deve fermare il genocidio politico ed etnico del popolo italiano e degli europei tutti voluto da una lobby politica guidata da incomprensibili manie di autodistruzione. Da oltre vent’ anni, a partire dalle invasioni di albanesi, era chiaro che sarebbe avvenuto ciò che oggi è sotto gli occhi “sorpresi e sconcertati” dei dementi buonisti capeggiati dalla Curia Vaticana, sempre tanto “sensibile” verso il “fratello povero” che poi viene a guidare il camion della carneficina nizzarda. L’ Occidente è preso fra le ganasce del potere che egli stesso ha regalato ai petrodollari e l’ ignoranza di quella sua parte che ad essi si è prostituita. Il misero sta svendendo i propri organi vitali  quali la libertà politica e religiosa, la civiltà e il progresso della arti, come fa lo sventurato che vende il proprio rene per pagarsi il maxi schermo della Tv a colori o la vacanze ad Ibiza. Armare la mano del Medio Oriente con l’ arma più letale, rassegnazione mista a speculazione economico-politica, significa consegnarsi alla miseria totale. Gli eroi della prima Lepanto avevano nelle vene gli ideali di libertà, di Patria e di progresso civile, i codardi calabraghe di oggi fanno le vestali al tempio della sottomissione ai petrodollari. E voi, italiani che ancora li votate, siete complici e correi nel delitto di buonismo idiota e degni figli del politically correct.

VITA O MORTE PROGRESSIVA?

Quando si nasce (o si comincia a morire) si è spinti da forze sconosciute che dettano imperativi biologici in grado di far sopreavvivere organismi totalmente indifesi e non autosufficienti.  Già questo meccanismo naturale introduce elementi soprannaturali e spirituali idonei a chiudere la bocca, sempre spalancata come le finestre di una casa abbandonata, ai super geni dell’ ateismo, specialisti nel negare ma tetraplegici nel proporre.  Dunque la domanda che scavalca le barricate ormai superate dall’ evoluzione del pensiero filosofico postivo non è più se si venga al mondo per una sorta di genesi scientifica o per Mano Divina data l’ evidenza, anche per i sassi, della seconda ipotesi ma, più profondamente, se nasciamo o invece cominciamo a morire. Di primo acchito parrebbero la stessa cosa,   un po’ come l’ immagine rovesciata allo specchio e l’ originale ma, raschiando con l’ unghia della curiosità cognitiva, emerge subito l’ abissale differenza fra le due alternative. Intanto nascere introduce il connotato di evoluzione, sia biologica che spirituale, la tendenza all’ essere e al significare in funzione di un progetto che va oltre la propria persona. Nascere come inizio di un itinerario la cui meta è la ragione stessa del nascere, visto in un divenire di natura e spiritualità, di corpo e anima. In quest’ ottica la vecchiaia, quale decadere fisico, appare la risposta, netta come uno schiaffo, agli atei adoratori della divinità Scienza creatrice della casualità chimico fisica. Se fosse per questa che esistiamo la triste parabola dell’ invecchiamento non avrebbe senso poichè tutto sarebbe regolato dal caso originale, da una immutabile combinazione di fattori biologici che, accidentalmente e inconsapevolmente, avrebbero creato la vita. Accettare l’ ottica del nascere significa vivere cercando di nobilitare il corpo con una dose di spiritualità che non significa necessariamente fanatismo ascetico o ignorante fuga dal corpo e dalla sua naturalità. Mentre accettare la nascita come inizio di una morte progressiva vuol dire seguire passivamente un evento biologico il cui orizzonte esistenziale non va oltre gli istinti della fame e della sete. Nascere è sentirsi parte di un universo popolato da altre creature e rispettarne la vita come fosse la propria. Morire progressivamente è considerarsi il centro di un universo da depredare, da divorare, da sottomettere, da usare e gettare a proprio irresponsabile piacimento. E’ in sintesi la cultura della vita contro quella della morte. Se si nasce non si uccide, non si ruba, non si incendia, non si spara, non si stupra. Si è scienza e coscienza, si è autentici individui con l’ anima presente nella mente e nel cuore. Se si muore a partire dalla nascita si è materia indefinita, magma distruttivo ed insignificante una volta raffreddato, orgoglioso solo della fetida scia lasciata al proprio passare insieme al male arrecato. Nascere come prospettiva umana, filosofica e spirituale dunque, e morire dalla nascita come assenza di prospettiva, di valore, di significato e di finalità. Venire al mondo è facile e possibile a tutti, saperci stare e conferirgli dignità è riservato a pochi.

THANK YOU PERFIDA ALBIONE.

L’ uscita dalla UE (Unione Ebete) è il primo atto di coraggio e di autentica autodeterminazione che si registra dopo un interminabile periodo di dominio assoluto da parte del miserabile euro politically correct. THANK YOU, ora non più perfida Albione. THANK YOU per aver scagliato la prima pietra contro la fabbrica dello spreco, dello sperpero di soldi comunitari, contro le flaccide facce dei burocrati negatori della sovranità nazionale dei singoli Stati in favore di una tirannide di incapaci, di teste vuote, di traditori della cultura occidentale. La superiore cultura anglosassone aveva già fiutato le torbide finalità del sinistro asse Berlino-Parigi rimanendo opportunamente fuori dal calderone infernale dell’ Euro, di quella moneta unica bastarda priva di una “madre” banca emittente e di un “padre” avente sembianze di autentico e serio trattato politico monetario. La miserabile ammucchiata dell’ euro aveva l’ unica finalità di favorire quello che da anni ho definito il quarto reich, ad opera della Kulona teutonica comodamente seduta sulla poltrona francese e con i piedi voluttosamente adagiati sul tappetino italiano. Londra l’ aveva capito e si era tenuta opportunamente fuori dal gorgo monetario. Oggi, a distanza di tempo ormai idonea a far comprendere anche ai sassi che l’ UE, Unione Ebete, non ha futuro se non in una guerra contro l’ Oriente islamico, ha deciso di staccare la spina e tagliare il cordone ombelicale attorcigliato alla gola dei restanti Paesi membri,  franco-tedeschi ovviamente esclusi.  Nessun matrimonio nella civiltà occidentale prevede la negazione etnica, economica, culturale e religiosa da parte dei contraenti. Nessuna Unione può esistere se viene edificata sulle macerie degli Stati membri più deboli. Nessuna Unione è possibile, a meno che non sia ebete, se le sue priorità sono la doppia e costosissima sede parlamentare oppure la definizione del diametro dei piselli comunitari o la curvatura delle banane di tragica mortadelliana memoria. Albione l’ ha capito ed ha sbattuto la porta in faccia ai pagliacci burocrati capaci di demolire un popolo ed una Nazione già gloriosa e ricca di cultura (Grecia) quando  loro ancora non avevano elaborato un linguaggio diverso dai rumori gutturali della tribù, per “risanare” la sua economia distrutta dalla impossibile convivenza fra ex dracma ed euro. Paesi già poveri scaraventati nell’ abisso di una recessione avente prospettiva trentennale solo per immaginare una impossibile frequentazione del club dei così detti grandi (miserabili) Francia e IV Reich. THANK YOU Albione per averci regalato la squallida faccia adirata di quel tale Juncker,  adeguato simbolo della “burocratirannide”, che minaccia ritorsioni, un “ve la faremo pagare cara” che la dicono lunga sul dispetto fatto alla fabbrica delle inutilità e dei mega stipendi riservati alla scandalosa pletora di galoppini “comunitari”. Anche la grancassa suonata dai media compiacenti che sbatte il pentito del “bye bye UE” su tutti i canali cercando di rappresentare l’ esito del voto solo come frutto di schegge impazzite o di una insensata protesta, dimostra la paura del politically correct. Questo è stato colpito a morte e sfodera le armi più violente miste alla schiuma rossa che gli esce dalla fetida cloaca per dissuadere altri Paesi coraggiosi dal compiere il grande passo. Esso è terrorizzato dalla paura di perdere le galline dallo… spread d’ oro, è terrorizzato dalla fine della schiavitù monetaria e politico-culturale. Sa che se perde qualche altro vassallo il suo feudo crollerà e allora addio sogni di grandeur o di IV Reich covati da quelle raccappriccianti  mezze figure  che si sono poste alla guida di popoli storicamente avvezzi a subire dittature, con la stessa spocchia di Napoleone, Hitler e Mussolini. La non più perfida ma sempre intelligente Albione ha reciso le catene e c’è da scommettere che nel volgere di un biennio tornerà ad essere anni luce avanti, sia economicamente che come identità nazionale, rispetto al plotone di incasellati comunitari comandato da due feldmarescialli e un caporale. Thank you Albione,

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